I diari di mamma Maristella sulla malattia diventano un libro: «È un dono che facciamo agli altri»

Lunedì 22 Novembre 2021 di Nicola Benvenuti
Maristella Masiero con i figli e il marito Umberto
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ARZERGRANDE - «Un diario quotidiano della malattia in cui traspare una donna, moglie e mamma, protagonista di una esperienza di vita e non di morte, la cui fonte è Gesù». Così, con la voce rotta dall’emozione, Umberto Rigato definisce la consorte Maristella Masiero, morta a novembre 2020 per un male incurabile a 65 anni. Giorno per giorno la donna, nativa di Anguillara ma residente ad Arzergrande, mamma di Tommaso, Lucia e Andrea e nonna di Leonardo e Nicolò, ha annotato in un diario le sue sensazioni, il progredire del male scoperto per caso durante il lavoro. E oggi grazie alla sua famiglia quel diario è diventato un libro: “Alla fonte”.

LE DIFFICOLTÀ

Maristella era assistente sociale alla casa di riposo Umberto I di Piove di Sacco e Strà. «Digitando al computer confondeva i tasti e un medico della struttura ha capito subito che la situazione era seria. La diagnosi fu infatti impietosa: un tumore al cervello –spiega il marito Umberto Rigato, già dirigente scolastico in molte scuole del Padovano e del Veneziano–. Maristella non ha vissuto quel periodo come un dramma, ma ne ha approfittato per fare un cammino di fede che ha fatto crescere lei stessa, come testimoniano i diari, e noi con lei. Ma anche le tante persone che ci hanno accompagnato nei mesi della malattia».
Ogni giorno, nel suo ultimo periodo di vita, amici e amiche si alternavano nella sua abitazione a pranzo, in modo che Maristella e Umberto non fossero mai soli. E tali non si sono mai sentiti, evidentemente. Da qui la scelta di pubblicare i diari e il loro bagaglio di riflessioni. Tanto intime e personali che il marito è stato molto combattuto sul procedere o meno.

L’OPERA

Dopo la morte della moglie, l’11 novembre 2020, Umberto prende in mano i tre quaderni manoscritti: Maristella ha fatto un diario progressivo con 238 piccoli racconti della sua malattia, con riflessioni sul senso del vivere su questa terra e oltre, dal 9 gennaio 2019 fino al 30 agosto 2020, l’ultimo giorno in cui è riuscita a scrivere. “L’amore mi sollecita”, è stata la sua ultima frase.
«Poi –prosegue Umberto– per lei è iniziato un periodo di silenzio, che le ha permesso di entrare in pienezza nella luce di una vita nuova. Ha saputo trasformare una esperienza difficile come quella della malattia in un’occasione di riflessione e di crescita per la vita». Perché dunque pubblicare i diari, trascritti pazientemente da Umberto dopo la morte dell’amata coniuge? «Scrivo cose molto intime, non renderle pubbliche senza il mio permesso» aveva vergato Maristella all’inizio del terzo quaderno. Però i tre figli della coppia hanno convinto il padre ad andare avanti: «Abbiamo voluto fare un dono agli altri di questa esperienza di vita che lei ha fatto, al di là e oltre la malattia» affermano. E così con l’aiuto di don Giulio Osto, teologo padovano e già collega all’istituto Mattei di Conselve di Umberto Rigato, sono stati scelti una novantina di testi, che sono stati appunto pubblicati per i tipi della casa editrice Proget Edizioni. 
Maristella Masiero ha avuto una intensa vita di lavoro, ma anche sociale e di fede, con impegni a vari livelli nel mondo del volontariato, nelle cooperative sociali del Piovese “Il Germoglio”, di cui è stata presidente, e “Caresà”, oltre che nella parrocchia di Arzergrande. E per onorare concretamente la memoria della donna, marito e figli hanno deciso di devolvere il ricavato della vendita del libro alla comunità “La Roche d’Or”. Il testo è stato presentato pochi giorni fa davanti a 150 persone ad Arzergrande, a riprova delle tante e belle relazioni intessute da Maristella e può essere scrivendo una e-mail a libroallafonte@gmail.com

Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA