Bruno Vespa e quei test a Vo': le carte che smontano la tesi del professor Andrea Crisanti

Venerdì 30 Ottobre 2020
Bruno Vespa e quei test a Vo': le carte che smontano la tesi del professor Andrea Crisanti
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Covid, tamponi, test rapidi, la fuga a Roma, Bruno Vespa: nuova puntata oggi del caso che sta coinvolgendo il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia dell'Università di Padova.

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Il professore non ha dubbi: «Di una cosa sono certo: quella lettera non è mai stata recapitata a Nature. Loro mi informano di tutto e di questo non mi hanno detto nulla. Della missiva citata da Vespa nel suo libro, garantisco, non c'è traccia. Ho anche chiesto a Vespa di smentire». Queste granitiche certezze, consegnate al Corriere del Veneto, portano la firma di Andrea Crisanti, celebre docenete e direttore del laboratorio di Microbiologia dell'Università di Padova.


La lettera di cui parla il professore è quella che ha fatto molto rumore in questi giorni e che è stata spedita alla celebre rivista scientifica inglese Nature dalla direttrice della Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo. Due pagine di pungliosa replica a un articolo pubblicato dalla rivista britannica e firmato proprio da Crisanti sul caso Vo', sui tamponi a cui venne sottoposta la popolazione del comune padovano e, più in generale, sulla strategia anti-Covid messa in atto in Veneto.


IL LIBRO

Questa missiva è stata rivelata da Bruno Vespa nel suo nuovo libro Perchè l'Italia amò Mussolini in uscita in questi giorni ed è stata anticipata martedì da il Gazzettino. Nella lettera, come abbiamo già raccontato, Francesca Russo contesta duramente la ricostruzione fatta da Crisanti, accusandolo di aver «mistificato e alterato» la realtà dei fatti e di essersi in particolare assunto la paternità di alcune scelte, prima fra tutte quella di fare i primi tamponi a tutta la popolazione di Vo', che sono state invece prese dalla Regione Veneto. Uno scontro in piena regola. A cui Crisanti, prima ancora di contestare nel merito i contenuti della lettera della Russo, ribatte mettendo in dubbio l'esistenza stessa della missiva rivelata da Vespa e sostenendo che, comunque, quella lettera non è mai stata recapitata alla rivista inglese dagli uffici della Regione Veneto. 

 

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CREDIBILITÀ

Per uno scienziato la credibilità è molto importante. Le affermazioni di Crisanti vanno quindi considerate e valutate con la dovuto attenzione. Ma i tre documenti che pubblichiamo in questa pagina mostrano una realtà che non sembra coincidere con le certezze espresse dal professore a capo del laboratorio padovano di microbiologia.

 

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Come si può infatti vedere la lettera di Francesca Russo a Nature rivelata da Bruno Vespa e anticipata da il Gazzettino, non solo esiste, ma è stata effettivamente recapitata alla rivista britannica. L'invio, come evidenzia la riproduzione che pubblichiamo in questa pagina, è avvenuto il 24 luglio del 2020 con una raccomandata pec, il destinatario è l'Editor in chief (il direttore, ndr) di Nature Research Journal e la missiva è stata protocollata dalla Regione Veneto con il numero 0295064. La lettera pec risulta essere stata ricevuta dalla rivista inglese.
Lil. Ab.

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 08:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA