Crisanti, altolà sul vaccino Covid: «Irrealistico dire che sarà pronto tra due mesi»

Mercoledì 21 Ottobre 2020
Vaccino Covid, altolà di Crisanti: «Irrealistico dire che è pronto tra due mesi»
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Vaccino Covid, altolà di Crisanti: è «irrealistico». «Mandare messaggi dicendo che avremo il vaccino fra uno o due mesi sicuramente intercetta le aspettative di tutti quanti, ma lo vedo piuttosto irrealistico».

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Lo ha detto Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all'Università di Padova a Buongiorno, su Sky TG24. «Forse - ha spiegato - fra due mesi qualcuno dirà che abbiamo un vaccino, ma tra dirlo e fare uno studio pilota e poi distribuirlo passano tanti mesi».

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Covid, vaccino e misure

Covid-19 «si sconfigge sul territorio» e la rete che c'è «non è sufficiente». Per questo serve un «sistema di sorveglianza nazionale omogeneo», ha proseguito Crisanti. «​Bisogna creare una rete di controllo e di tracciamento sul territorio che permetta di bloccare le catene di trasmissione, altrimenti non se ne esce», ha aggiunto. «Questa rete - ha continuato - se c'è sicuramente non è sufficiente e già diverse Regioni hanno ammesso di non essere in grado di fare nessun tracciamento e di non essere in grado di bloccare la trasmissione, questo è il vero problema. Supponiamo di controllare questa ondata in quattro o sei settimane nella migliore delle ipotesi e se tutto funziona, e poi cosa facciamo? Rimuoviamo le restrizioni e i contagi ripartono? Questa catena si rompe soltanto creando un sistema di sorveglianza nazionale omogeneo in grado di tracciare i contatti che permetta di isolare in maniera sistematica i contagiati».

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In Italia i dati del contagio da Covid-19 sono «molto preoccupanti» e testimoniano che «non si è fatto abbastanza» per consolidare i risultati dell'estate appena trascorsa. Lo ha detto ancora a Buongiorno, su Sky TG24, Andrea Crisanti. «La situazione è sicuramente molto preoccupante, lo dicono i numeri - dice Crisanti - anche retrospettivamente, guardando a come stavamo a fine giugno e luglio, quando avevamo 150 casi, sicuramente i numeri di oggi dimostrano che non si è fatto abbastanza per consolidare questi risultati. A questo punto rimangono le solite misure restrittive, che speriamo riducano i contagi e che non si arrivi a misure estreme di lockdown». «Rimane sempre il problema di come consolidare i guadagni fatti riducendo la trasmissione - ha aggiunto - Una volta ridotta la trasmissione, supponendo di tornare ad avere pochi casi al giorno, quali strumenti abbiamo per tenerli bassi? Altrimenti si continua con questa altalena che è distruttiva per la qualità della vita che per l'economia».

 

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Parole pesanti - in tutti i sensi - da Andrea Crisanti, il virologo e professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, oggi al sito Tpi.it: "La curva dell'epidemia adesso spaventa, perché da lineare sta diventando esponenziale e la mortalità salirà, come è salita in Francia".

Ultimo aggiornamento: 14:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA