Il virus si diffonde, rischio di paralisi: è record di "isolati"

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Elisa Fais - Nicola Benvenuti
Il virus si diffonde, rischio di paralisi
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PADOVA - La crescita dei contagi fa registrare un altro record alla provincia di Padova. É stata superata la soglia di 200mila persone in isolamento domiciliare e 50mila positivi al Covid. Numeri così alti non erano mai stati raggiunti dallo scoppio della pandemia ad oggi. A dirlo è l’ultimo bollettino di Azienda Zero, che mostra anche 3.809 nuovi casi e sette decessi nelle ultime 24 ore. Con il boom di contagi alimentato da Omicron è andato in tilt il sistema di rilascio del certificato verde per chi non è più positivo e sulla carta potrebbe terminare l’isolamento. Per molti padovani il rinnovo del certificato verde tarda ad arrivare e, di conseguenza, rischiano di non poter salire sui mezzi, prendere un caffè al bar, andare al lavoro, e tutto ciò che oggi consente il documento.


IL SERVIZIO
Per far fronte all’odissea green pass per i guariti dal Covid, la sanità padovana ha messo in campo dei contatti utili per risolvere il problema. Chi ha eseguito il test in uno dei centri dell’Ulss 6 può chiamare lo 800 032 973 o lo 049 744 1899, dal lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17, il sabato solo dalle 8.30 alle 13. In alternativa si può scrivere una mail a emergenzacovidl9@aulss6.veneto.it. Per quanto riguarda l’Azienda ospedaliera si può contattare lo sportello Cup al 049-8211354-3399 dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 o scrivere a Covid-19@aopd.veneto.it. Infine, l’Istituto oncologico veneto dà assistenza attraverso l’Urp allo 049-8215664, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14 e anche attraverso urp@iov.veneto.it.


NELLE SCUOLE
Sul fronte quarantene, i disagi maggiori si riscontrano nelle famiglie dove i bambini o i ragazzi finiscono in didattica a distanza. In questo momento nel padovano sono 464 le classi interessate da contagi, di cui 126 in quarantena, seguite dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6. Alla lista si aggiunge anche la scuola Santa Capitanio di Piove di Sacco chiusa per Covid: in ciascuna delle tre sezioni della materna si è riscontrato un positivo. Anche nella primaria alcune delle classi della stessa scuola lavorano in Dad. La programmazione dei tamponi di screening e sorveglianza delle scuole è in capo al Servizio Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) e alle direzioni delle scuole, che organizzano sessioni al pomeriggio nei centri tampone del territorio. Ma non sempre le cose filano lisce. Nelle ultime settimane si è moltiplicato il lavoro per i pediatri di libera scelta, che ogni giorno rispondono a centinaia di telefonate di genitori che richiedono prescrizioni per tamponi pediatrici urgenti. «Stiamo vivendo un momento difficile – spiega il dottor Franco Pisetta, segretario regionale della Fimp, sigla di categoria – è necessario cambiare le regole e renderle più chiare. Ormai è scoppiato il caos. In una giornata in media rispondo a oltre cento telefonate, il 99% di richieste è legato al Covid. I pediatri fanno tamponi, ma non riescono a far fronte alle richieste, molti chiedono di anticipare lo screening per mandare il bambino a scuola il prima possibile».


LE DIFFICOLTÁ
Inoltre, l’aumento dei contagi tra i piccoli influisce sull’organizzazione della campagna vaccinale negli ambulatori. «Tanti appuntamenti saltano perché i bambini in lista vanno in quarantena da un giorno all’altro – spiega Pisetta – ma, non potendo lasciare posti liberi, è necessario rimpiazzarli subito. Non è semplice». Da due giorni l’Ulss 6 ha introdotto la possibilità di prescrivere i tamponi urgenti. Gli appuntamenti dedicati sono un 30% del totale, ma dalle agende dell’Euganea risultano già tutti occupati fino alla prossima settimana. «Nonostante ci sia la possibilità di inserirsi con l’urgenza, molti posti sono già al completo – sottolinea il dottor Andrea Collesei, rappresentante dei farmacisti non titolari di Padova -. I pazienti, o si stanno attrezzando ad andare nelle altre Ulss, in particolare nel veneziano, oppure vanno dal privato a pagamento per accelerare i tempi. Molte persone fingono di non avere sintomi e vengono in farmacia a farsi il tampone, il sistema è in crisi».

 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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