Appalti alla Asl di Napoli per dispositivi e attrezzature Covid: indagati due padovani

Giovedì 19 Maggio 2022 di Serena De Salvador
I tir con le forniture erano arrivati a Napoli tra gli applausi

PADOVA - Figurano anche due padovani fra i 23 indagati dell'indagine nata sugli appalti all'Asl Napoli 1 Centro nel merito della gestione della pandemia da Covid. Sono gli imprenditori Alberto ed Enrico Venturato, titolari della società Med-Manufacturing Engineering e Development di Maserà, esperta in progettazione e installazione di sale operatorie e reparti specialistici.

L'INCIPIT
Secondo la corposa inchiesta imbastita dalla Procura di Napoli, la Asl campana sarebbe stata al centro di un giro sporco nell'ambito delle forniture di mascherine per bambini e dell'installazione degli ospedali modulari per i pazienti Covid. Questi ultimi erano stati il fiore all'occhiello della Med, che il 6 aprile di due anni fa aveva mandato a Napoli 57 tir con i prefabbricati poi divenuti il nuovo Covid Center voluto dalla Regione Campania.
Med si era aggiudicata l'appalto da 18 milioni di euro, ma quattro mesi dopo la sanità campana si era trovata travolta da un'inchiesta per turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture.

GLI SVILUPPI
Oggi l'indagine si è allargata e i Venturato sono chiamati a spiegare i contenuti delle chat e delle conversazioni intercettate con cui secondo il pool composto dai magistrati Artiduro, De Roxas, Di Mauro e Woodcock i due imprenditori sarebbero entrati in possesso di informazioni riservate sulle gare d'appalto grazie alla complicità di un funzionario (e un dirigente) responsabile per il Sud Italia della multinazionale Siram. E a questo punto, secondo quanto viene contestato dalla Procura campana, a tremare sono anche i manager pubblici.
Ad anticipare le informazioni riservate tramite chat sarebbe stata l'ingegner Roberta Santaniello, dirigente dell'ufficio di gabinetto della Giunta regionale della Campania e componente dell'Unità di crisi anti Covid.
Nel mirino anche la fornitura, per un importo di 2,67 milioni, di attrezzature, arredi e dispositivi medici per l'attivazione dei posti letto nelle terapie intensive delle strutture modulari, affidata dalla appaltante So.Re.Sa alla Med, dopo il nullaosta dell'Unità di crisi regionale. Poi ci sono la gara da 15,5 milioni di euro del 17 marzo 2020 per le unità modulari all'Ospedale del Mare, anche questa affidata alla Med, e le presunte irregolarità sulle forniture dei ventilatori polmonari.
Secondo quanto ricostruito dalla procura, la Med doveva realizzare 120 strutture modulari: 74 all'Ospedale del Mare, 24 al Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta e 24 al Ruggi d'Aragona di Salerno. Ma, secondo i consulenti dei pm, le forniture sarebbero state la metà del previsto; insufficiente sarebbe lo spazio destinato a ogni singolo posto letto, non a norma perché complicherebbe eventuali manovre rianimatorie. A Napoli, secondo gli accertamenti, sarebbero stati realizzati 48 dei 72 posti previsti; 12 su 24 a Salerno e 14 dei 24 previsti al Covid Center di Caserta.
 

 

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