Startup, è qui la capitale: il Covid ha stuzzicato le idee, da Immuni ai minibus per Dubai alle app per code e prenotazioni

Martedì 2 Giugno 2020
Imprenditori innovativi al Tag, il Talent Garden, spazio di crescita e sviluppo delle startup

PADIVA - Capitale europea del volontariato. Capitale veneta della sanità. Capitale della musica a Nordest. Ma Padova, oggi, è anche capitale veneta delle startup. Lo dicono i numeri, che vedono la città del Santo al primo posto in regione e al sesto in Italia, e lo raccontano tante storie degli ultimi tre mesi. In piena emergenza, infatti, ingegneri, programmatori e altri tecnici informatici si sono messi al lavoro realizzando di tutto e di più. Nuovi sistemi per le code virtuali, nuove modalità legate al cibo da asporto o nuovi metodi per tenere monitorata la propria salute. In tutta la provincia si contano oltre 250 realtà tra startup e piccole imprese innovative. Una decina di queste è nata proprio per fronteggiare l’emergenza Covid.

IN MOLTI SETTORI
L’anno scorso a finire sotto i riflettori era stata soprattutto la Next di Tommaso Gecchelin, con i suoi piccoli bus scomponibili in grado di catturare l’attenzione del ministro Di Maio e dello sceicco di Dubai. La sperimentazione è iniziata lo scorso autunno nel piazzale della Kioene Arena, ma poi è arrivato il virus e Next ha dovuto frenare. Letteralmente. Intanto, negli ultimi mesi, hanno conquistato la scena altre invenzioni. La più nota è ovviamente la app Immuni, scelta dal governo per il tracciamento dei contatti con persone potenzialmente infette. L’applicazione, scaricabile da due giorni, parla veneto perché tra i quattro fondatori c’è un padovano, Francesco Patarnello. Con lui anche un veronese e un vicentino. Immuni è la più nota, ma non è l’unica. Negli ultimi cento giorni gli inventori padovani hanno sviluppato applicazioni per le code virtuali nei negozi e per la gestione delle prenotazioni alberghiere, ma anche servizi per la gestione dei dati delle pubbliche amministrazioni o per il potenziamento dell’e-commerce. Parliamo di realtà che non possiedono muri, capannoni, macchinari: la loro ricchezza è data dalle idee e dai brevetti. Aspetti impalpabili ma sempre più preziosi. 

INNOVAZIONE IN PRIMIS
Per ottenere lo status di “startup innovativa”, le società di capitali devono essere costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate, e in possesso di determinate caratteristiche legate all’innovazione tecnologica previste dalla normativa nazionale. Un serbatoio per il futuro composto non per forza da soli giovani: sono il 20% quelle a prevalenza di under 35. Per ospitarle a Padova troviamo “Start Cube”, incubatore universitario, divisione del Parco Scientifico Galileo con sede in via della Croce Rossa, e “M31”, incubatore privato di via Tommaseo. Un altro punto di riferimento è il Tag, Talent Garden. Ha sede in viale dell’Industria, invece, il centro innovativo “Paradigma”. 

IL SOSTEGNO
Chi conosce molto bene la realtà è Gianni Potti, presidente nazionale di Confindustria Servizi innovativi e tecnologici e co-fondatore del Talent Garden. Venerdì nel consiglio della Camera di commercio di Padova ha teso la mano a questi imprenditori: «Sono convinto che oltre ai presunti, lenti e burocratici sostegni nazionali servano supporti dai nostri territori alle imprese innovative e alle startup perché non chiudano. Qui a Padova - spiega Potti - abbiamo veri centri che possono accompagnare meglio di chiunque altro le imprese tradizionali verso il digitale, lo smartworking e ogni modalità di concepire nuovi modi di interpretare il lavoro». La proposta di Potti, accolta dal presidente Antonio Santocono, è legata ad un sostegno economico diretto a queste realtà. La Camera di commercio di Padova ha messo a bilancio un milione di euro per la sanificazione, la sistemazione dei locali e le altre misure anti-Covid (sarà pubblicato un bando ad hoc). È prevista anche la creazione di un albo apposito. 
Il Covid, quindi, ha messo inevitabilmente le startup sempre più al centro. Anche l’assessore al Commercio Antonio Bressa poche settimane fa ha spiegato di voler incentivare i negozi ad utilizzare applicazione per la gestione delle code virtuali e per le consegne a domicilio. Ma gli inventori, dopo aver dato il via ai loro progetti, chiedono ossigeno per farli resistere.

Ultimo aggiornamento: 3 Giugno, 05:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA