Altre 106 aziende autorizzate a riaprire: finora sono 245 su 3.500 domande, verifiche affidate alla Gdf. Ecco gli elenchi

Venerdì 10 Aprile 2020 di Gabriele Pipia
Verifiche delle Fiamme Gialle in un'azienda
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PADOVA La regola è sempre quella del silenzio-assenso. Gli elenchi sono estremamente rigorosi e nei prossimi giorni saranno sottoposti alle verifiche incrociate della Guardia di finanza. Altre 106 imprese della provincia di Padova sono state autorizzate dal prefetto a continuare la propria attività. Le loro autocertificazioni, nelle quali dichiarano di appartenere ad una filiera ritenuta essenziale, hanno ottenuto il via libera nei giorni scorsi. I nomi delle aziende compaiono nel report del 7aprile inviato sia al governo che alla Regione.
Vanno a sommarsi alle 139 attività che avevano già ottenuto l’ok la scorsa settimana, ma alla fine il numero sarà ben più alto: le richieste arrivate a Palazzo Santo Stefano sono state oltre 3.500 e le bocciature sono per ora poco più di 50. Nell’elenco delle ultime autorizzazioni troviamo aziende dei settori più disparati: dalla Piovan Srl di Borgoricco (leader nella produzione di cilindri e articoli di gomma) alla Elettroveneta Spa di Padova e alla Adriatica Industriale Macchine di Due Carrare. Dall’Arte Funeraria di Monselice all’Avm Engeneering di Bovolenta.

I REPORT DEL 7 APRILE
Le aziende autorizzate
Imprese aperte_10134448.pdf

Le aziende "sospese"
Sospensioni_10144542.pdf

Il nome più noto dell’elenco è sicuramente quello della Antonio Carraro spa di Campodarsego, colosso internazionale nel campo dei trattori per l’agricoltura specializzata. Il nome della società compare nel report della prefettura, ma il via libera riguarda solo il comparto dei ricambi. «La speranza è di riaprire totalmente il prima possibile – confida la responsabile delle relazioni esterne, Liliana Carraro – possibilmente subito dopo il 20 aprile». Accanto al nome della Carraro, in ogni caso, ci sono soprattutto quelli di piccole imprese. Aziende che già erano aperte e che ora semplicemente vedono certificata nero su bianco l'autorizzazione ad andare avanti. Alle Fiamme Gialle spetterà, come detto, la seconda parte del lavoro. Gli uomini del colonnello Fabio Dametto dovranno accertare che le dichiarazioni presentate siano effettivamente veritiere. Lo faranno controllando fatture, lettere di incarico e rapporti contabili tra le imprese che sostengono di appartenere ad una determinata filiera. Il prefetto intanto ha inviato anche un primo report con 39 sospensioni: dall’Atelier della Parrucca di Padova alla Veneta Costruzioni Meccaniche di Piombino Dese, dalla Drb Metalmeccanica di Rubano alla Cartolimena di Limena. I provvedimenti di sospensioni potranno essere impugnati davanti al Tar, ma molte aziende temporeggiano in attesa di capire le mosse del governo.

VERSO LA FASE DUE
Gli imprenditori attendono con ansia la “Fase due”, ma nel comitato scientifico che supporta il premier Conte c’è anche il timore del cosiddetto “contagio di ritorno”: una scelta definitiva su chi potrà aprire e quando potrà farlo non è ancora stata presa. Secondo una stima di Confapi sono 35 mila le imprese della provincia che potrebbero ripartire entro l’inizio di maggio con in prima linea i settori del manifatturiero e dell'edilizia (per un totale di 150 mila lavoratori), ma ieri sera da Roma filtravano ancora molte incognite a riguardo. 
Ad attendere notizie non ci sono solo imprenditori e dipendenti, ma anche i sindacati. Se i titolari delle aziende spingono per tornare alla normalità, sono molti i lavoratori che – nonostante siano in ferie coatte o addirittura in cassa integrazione – non bramano certo per rientrare a lavoro perché temono per la propria salute.
La Cisl, intanto, pone la lente d’ingrandimento anche sulle aziende già aperte. Nelle ultime tre settimane sono state 126 le segnalazione inviate da diversi lavoratori al sindacato per presunte irregolarità. Di queste, 100 situazioni sono state risolte internamente alle aziende e in 26 casi è stata inviata una richiesta d’intervento agli ispettori dello Spisal. «Le irregolarità segnalate riguardavano soprattutto mancanze di guanti e mascherine, mancato rispetto delle distanze nelle catene di montaggio e sanificazioni carenti – spiega il segretario generale Samuel Scavazzin -.  Le segnalazioni sono arrivate soprattutto dal comparto metalmeccanico e da quello chimico». Scavazzin allarga poi il concetto: «Ben venga la ripartenza, ma in piena sicurezza. Io non mi limiterei più a guardare i codici Ateco, l’importante è che chi riapre sia in grado di garantire condizioni di salute. E per le fasce più deboli, come per esempio le categorie protette e i lavoratori con patologie pregresse, si preveda ancora lo smart working in ogni situazione possibile».

BOOM DELLE POLIZZE AZIENDALI
Sempre più imprese, intanto, stanno stipulando con le agenzie assicurative polizze mirate per i lavoratori. Le proposte standard sono di 100 euro di diaria al giorno più un indennizzo di tremila euro per chi si ammala di Coronavirus. Dopo le iniziative in questo senso di tanti grandi gruppi industriali padovani con in testa la Gabrielli di Cittadella, ieriè arrivato l’annuncio dei supermercati Cia-Conad: «Tuteliamo con un prodotto assicurativo specifico il personale degli uffici, dei magazzini e dei negozi». In tutta Italia sono state attivate più di seimila polizzee l’iniziativa interessa anche i lavoratori padovani.
 

Ultimo aggiornamento: 18:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA