L'imprenditore padovano sfuggito a Wuhan e ora recluso in Veneto

Domenica 15 Marzo 2020 di Angela Pederiva
Tommaso Gazzignato
PADOVA - Quante storie, nella storia del padovano Tommaso Gazzignato. È la vicenda di un imprenditore tornato dalla Cina prima che scoppiasse il focolaio di Wuhan e bloccato in Veneto adesso che l'epidemia è diventata pandemia. Ma è anche il racconto delle aziende di cui è contitolare assieme al padre e ad altri due soci, la casa-madre Idrobase di Borgoricco e la controllata Allforclean di Ningbo, che nel Coronavirus hanno trovato un'opportunità, visto che producono macchinari e detergenti in grado di uccidere l'invisibile ma feroce nemico.
Rispettivamente dal 1986 e dal 2004, le due ditte brevettano, fabbricano e commercializzano sistemi di nebulizzazione per abbattere le polveri sottili e gli odori. Con una cinquantina di dipendenti a testa, le imprese si sono così specializzate nei sistemi di disinfezione, che durante l'emergenza hanno permesso di sanificare se stesse, oltre che le superfici dei loro clienti finali: «Da 25 a 1.000 metri quadrati», spiega il 34enne di Cadoneghe. Fondamentale è la parte di ricerca e sviluppo, che ha portato all'invenzione del Bacteria killer machinery (Bkm) e del Bacteria killer detergent (Bkd).

«Nel primo caso illustra Gazzignato abbiamo implementato una tecnologia della Nasa, basata su una nanoverniciatura di biossido di titanio, che viene irradiato da una lampada Uv: questo rilascia elettroni nell'aria, che vanno a uccidere batteri e virus. Nel secondo, abbiamo ideato un disinfettante costituito da una particolare molecola di limone, di cui il virus è ghiotto, contenente uno ione d'argento, che uccide l'aggressore».
In queste settimane le vendite si sono impennate, ma dopo le ferie natalizie Gazzignato non è potuto tornare alla Allforclean di cui è direttore generale. «Mi aspettavano per il Capodanno cinese racconta ma da allora tutti i voli sono stati cancellati. Da questa settimana a Ningbo i contagi si sono azzerati, ma hanno paura che siamo noi italiani a riportare il Coronavirus... Già, si sono proprio ribaltati i ruoli: non l'avrei mai creduto, benché me lo dicessero che il Covid-19 sarebbe arrivato pure da noi. Anche riuscissi ad atterrare a Shanghai, verrei comunque messo in quarantena in hotel, prima di poter andare a casa. I cinesi prendono le restrizioni molto seriamente. Quindi non mi resta che continuare a gestire l'azienda in videoconferenza, sperando per fine aprile di riuscire a partire».
Angela Pederiva
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