Mamma e papà con il piccolo Ray: «Noi bloccati negli Stati Uniti per colpa del coronavirus»

Domenica 31 Maggio 2020 di Michelangelo Cecchetto
LA FAMIGLIA Il piccolo Ray assieme a mamma e papà bloccato negli Stati Uniti a causa del coronavirus
3

CITTADELLA - Avrebbero dovuto ritornare a Cittadella dagli Stati Uniti a fine marzo, poi l'emergenza Coronavirus ha mandato all'aria tutti i piani ed ha fatto aumentare in modo spropositato il costo dei biglietti aerei. Risultato è che Ray Zanetti, 4 anni, il papà Mirco e mamma Sara Securo, sono bloccati nella città della Florida, con tutto quello che questo comporta in termini di ulteriori costi. 

LA RARA MALATTIA Ray negli Usa, intervento riuscito
IL CASO  Operato negli Usa, bloccato l'emergenza Coronavirus

LA VICENDA
Grazie a varie iniziative benefiche sotto il nome di Correndo per Ray, sono stati raccolti i 130 mila dollari che hanno permesso di effettuare il primo di tre interventi chirurgici che consentiranno di far tornare a camminare normalmente Ray, colpito purtroppo da una malattia rara, la neurofibrimatosi di tipo 1, con pseudoatrosi tibiale alla gamba destra. In America l'unica speranza data dal chirurgo Dror Paley specializzato in questo genere di operazioni. Il loro arrivo è avvenuto il 23 novembre scorso, il rientro era segnato nel calendario quattro mesi dopo. «Abbiamo pagato 1.900 euro a persona il biglietto andata e ritorno con Air Italy che è fallita - spiega il signor Mirco - Con l'arrivo della pandemia prima in Italia poi qui, voli cancellati ed ora i pochissimi che si trovano sono arrivati a costare, per noi tre, dai 6.500 fino ai 9 mila euro, solo per il ritorno. Da considerare che abbiamo particolari esigenze di viaggio con Ray, non è certo un volo di ritorno da una vacanza. Stiamo tra l'altro attendendo il rimborso del biglietto di rientro, impossibile, ci hanno detto, la riprotezione su altri voli». Qualche volo sarebbe anche stato trovato, ma non partendo da Miami e con almeno due scali. Troppo pesanti da affrontare e comunque anche questi non certo economici. La famiglia allora ha chiesto aiuto alle autorità italiane. 

LA RICHIESTA
«Via mail ho contattato la nostra ambasciata americana, poi il ministero degli esteri, la Farnesina. Di fatto ci hanno detto che ci dobbiamo arrangiare - continua il papà di Ray - Forzatamente bloccati qui dove il lockdown non è così rigoroso come in Italia, ma noi adottiamo le massime cautele, la scorsa settimana per Ray c'è stato un altro intervento più leggero, il decimo. È stata inserita una placca al ginocchio, venerdì prossimo ci saranno le radiografie di controllo e se andrà tutto bene siamo pronti a tornare a casa, se sarà possibile». A dare un supporto alla famiglia, Simone Carabella, romano, che si è già occupato delle problematiche degli italiani all'estero assieme all'avvocato Tommaso Rossini, anche lui di Roma. «Ci hanno offerto la loro competenza per riuscire a farci rientrare nel modo più opportuno». A San Giuseppe di Cassola, il pub Zelig gestito dai coniugi è ora seguito dal padre di Mirco. Bloccate ovviamente tutte le manifestazioni per continuare la raccolta fondi. «Tra un anno ci dovrebbe essere il secondo intervento del costo non inferiore ai 100 mila dollari. Ringraziamo tutti coloro che ci sostengono». 

Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 20:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA