Negativi ai test gli 11 stranieri lasciati per strada, mistero sugli altri 19 spariti

Domenica 12 Luglio 2020 di Cesare Arcolini
STRANIERI Il gruppo di giovani stranieri intercettati in un'area di sosta della Regionale 308 a Reschigliano
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PADOVA - Sottoposti al tampone, gli 11 stranieri intercettati in un'area di sosta della Regionale 308 a Reschigliano sono risultati negativi. L'altra notte, alle 4, sono stati quindi accompagnati alla stazione ferroviaria. Quattro sono partiti per Roma, altrettanti per Napoli e tre hanno acquistato un biglietto per Bologna. L'aspetto più allarmante della vicenda, iniziata venerdì pomeriggio, era legato alla possibile positività al Covid-19. Ma in nottata, su richiesta urgente firmata dal comandante della polizia locale Antonio Paolocci, sono stati sottoposti al tampone nel reparto Malattie infettive dell'ospedale.

Un paio d'ore dopo è arrivata la risposta: tutti negativi. Gli undici stranieri, quattro originari del Bangladesh, quattro del Pakistan e tre del Suriname, sono privi di documenti di identità. Soltanto uno è in possesso di un passaporto scaduto. La Polizia locale della Federazione del Camposampierese ha lavorato tutta la notte con dieci agenti e il comandante Paolocci. Il gruppo di stranieri è rimasto fino alle 23 nella sede della Protezione civile di Campodarsego dove ha potuto mangiare e dove si è potuto lavare, poi, tutti sono stati condotti in ospedale, a gruppi di tre. Ad ognuno di loro è stato consegnato l'invito a recarsi in Questura entro i prossimi cinque giorni per regolarizzare la propria posizione.

SCOMPARSI
Non si hanno invece più notizie degli altri diciannove stranieri che venerdì, dopo essere scesi dal pullman, hanno fatto in tempo a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. L'operazione è stata seguita dal pubblico ministero Benedetto Roberti, con l'interessamento sia della Prefettura che della Questura. Resta il mistero su chi abbia accompagnato in pullman fino a Campodarsego il gruppo di stranieri. «Escluderei l'ipotesi che gli stranieri siano braccianti agricoli. Se è vero - ha detto Antonio Paolocci - che li abbiamo trovati piuttosto provati e denutriti, nessuno di loro aveva mani tipiche di lavora la terra e inoltre tutti avevano un abbigliamento in ordine. È probabile che siano partiti dal Milanese e che sbarcassero il lunario con lavori non in regola. Forse gli era stata prospettata l'idea di emigrare verso l'Emilia Romagna o il sud. Avrebbero accettato probabilmente per raggiungere amici o congiunti».

Comunque non conoscono una parola d'italiano. Gli agenti sono riusciti ad avere qualche informazione dialogando in inglese. Pare che ad ognuno di loro il viaggio da Milano fino a Campodarsego sia costato circa 50 euro. Sull'identità dell'autista, che si è dileguato in tutta fretta facendo perdere le proprie tracce, al momento non si sa nulla. Rischia una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini e l'attività della Polizia locale sono ora concentrate nella ricerca dei diciannove che sono riusciti ad eludere i controlli. L'impressione, tuttavia, è che abbiano già abbandonato la provincia di Padova. «Ringrazio personalmente - ha concluso il comandante della Polizia locale della Federazione Antonio Paolocci - i volontari della Protezione civile per il prezioso aiuto, gli amministratori per il coordinamento e soprattutto la mia squadra di agenti che ha lavorato senza sosta dalle 15 di venerdì fino alle 5 del mattino di sabato. La cosa importante è che questi ragazzi, tutti di circa trent'anni, siano negativi al Covid-19 altrimenti la situazione avrebbe preso una piega ben più grave». 

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