Allarme Covid, 30 bengalesi lasciati sulla strada a Reschigliano, 11 fermati e messi in isolamento

Sabato 11 Luglio 2020 di Cesare Arcolini
RINTRACCIATI I bengalesi arrivati a Reschigliano e portati nella sede della Protezione civile per essere messi in isolamento

CAMPODARSEGO - Sono stati scaricati alle 15 lungo la Regionale 308 del Santo a Reschigliano di Campodarsego. Sono trenta cittadini provenienti dall'Asia. Quasi tutti originari del Bangladesh, qualcuno dal Suriname e dal Pakistan. Disperati, visibilmente provati. Lasciati in un parcheggio senza sapere dove andare o cosa fare. Immediato il fuggi fuggi generale. A dare l'allarme alle forze dell'ordine sono stati alcuni automobilisti. Chi sono? Dove erano diretti? Immediatamente è scattato l'allarme Covid, essendo il Bangladesh uno dei Paesi a rischio per il ritorno della pandemia. Allertati la polizia locale, i carabinieri, la Protezione Civile, l'amministrazione comunale. A sera solo undici stranieri sono stati individuati dalle forze dell'ordine, degli altri nessuna traccia. E per quelli recuperati è subito scattata la quarantena.
LA VICENDA
La telefonata è arrivata alla centrale operativa della Polizia locale della Federazione del Camposampierese: «Ho visto un pullman scaricare una trentina di stranieri e poi proseguire la propria marcia a tutta velocità. Non sono stato in grado di recuperare la targa del mezzo». La macchina organizzativa si è subito messa in moto. Sul luogo della segnalazione, all'altezza della discarica, sono arrivate tutte le pattuglie della Polizia locale a disposizione con il supporto dei carabinieri. I trenta bengalesi, con borsoni, sacchi e pochi effetti personali, una volta scesi dal pullman, si sono messi a correre senza neppure sapere dove andare. Probabilmente consapevoli di andare incontro a guai seri. Gli agenti della polizia locale si sono messi subito sulle loro tracce e con fatica ne hanno ripresi undici: tutti maschi, età media trent'anni, il volto scavato dalla fatica, molti con la mascherina. Sono stati portati prima in centro a Sant'Andrea di Campodarsego e in un secondo momento alla sede della Protezione civile. Qui hanno potuto mangiare e bere. Un primo controllo non ha fatto emergere particolari problemi sul piano sanitario. Sembrerebbero tutti in salute, seppur distrutti dal viaggio.
LE DICHIARAZIONI
«Li abbiamo ascoltati - ha detto il comandante della Polizia locale Antonio Paolocci - hanno detto pochissime parole, quasi tutte incomprensibili. Abbiamo intuito che sono partiti dalla Lombardia e che avrebbero dovuto raggiungere Bologna. Sono solo ipotesi che adesso dovremo verificare». Ma chi sono questi nuovi poveri che girano in lungo e in largo l'Italia? «Al momento non possiamo escludere alcuna ipotesi. Dal caporalato al ricongiungimento familiare. Tuttavia le cronache di questi ultimi giorni - ha proseguito Paolocci - ci mettono di fronte a una comunità del Bangladesh in seria difficoltà per le note vicende legate al Covid-19. É una situazione che sta mettendo in fibrillazione parecchi asiatici, pronti a fuggire senza meta».
Gli undici trentenni fermati saranno identificati già oggi. Verranno prese le impronte digitali e si cercherà di capire chi tra loro è cittadino regolare e chi invece è clandestino. Questura e Prefettura si stanno interessando del caso. Nella tarda serata di ieri è stato organizzato un incontro per decidere dove sistemare i bengalesi accolti dalla Protezione Civile. Fino alle 21 sono rimasti nella sede di Campodarsego controllati a vista. Nessuno di loro si è dimostrato violento, anzi con un sorriso tutti hanno ringraziato i volontari che gli hanno dato qualcosa da mangiare e da bere e gli hanno messo a disposizione i bagni.
LE RICERCHE
Le ricerche degli altri diciannove viaggiatori fuggiti sono proseguite per tutta la notte. «Non abbiamo posti per ospitarli - ha detto ieri dalla Puglia, dove di trova in vacanza, il sindaco Mirko Patron - attendo istruzioni dalla Prefettura per trovar loro una sistemazione dignitosa. É un problema che deve essere gestito dalle istituzioni statali, noi purtroppo non abbiamo nè alloggi a disposizione nè le competenze per risolvere il problema». Le indagini stanno proseguendo a tutto campo per rintracciare il pullman. Se l'autista venisse identificato rischia una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
 

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