Sgombero alla Clac, Giordani: «L'occupazione non poteva continuare»

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Mauro Giacon
La sede della Clac sgomberata ieri

PADOVA - La solitudine dei numeri primi Giordani la sta sperimentando in questi giorni. Ha dovuto prendere una decisione da solo, tacendola anche ai suoi alleati, per evitare problemi peggiori, cioè trovarsi un’occupazione in piena regola di un edificio inagibile dove c’era chi cucinava con quindici bombole di gas. E sarebbe bastata una scintilla. Ma quello che è successo non è piaciuto anche perchè ha preso una piega “militarizzata” che è andata oltre il necessario. E qui il sindaco non c’entra nulla. Vero è però che il silenzio ha interrotto la condivisione dell’azione politica. Ed è proprio per riaprire il ponte che ieri Giordani è intervenuto.
LA GIUNTA
«Il rapporto con il vicesindaco e tutta la giunta non solo è segnato dalla più totale fiducia ma è limpido, trasparente e quindi sempre in grado di arrivare a una sintesi anche in situazioni complesse» dichiara. «La condivisione per me è sempre un tema molto importante, in questo specifico caso confermo che ho agito in coscienza perché ritenevo la situazione a forte rischio per la sicurezza di occupanti e frequentatori e ho mantenuto il più assoluto riserbo per assumermi in pieno la responsabilità di una scelta delicata senza scaricarla a terzi, evitando di alzare la tensione».
IL MEA CULPA
«Non era mia intenzione forzare la mano e tutti sanno che credo molto nel dialogo con tutte le esperienze sociali - continua - Se questo ha messo in difficoltà componenti della maggioranza mi dispiace ma ho ritenuto di agire per l’incolumità delle persone. Questo sapendo che tutte le scelte possono essere giuste, sbagliate o perfettibili ma resto una persona che mantiene la consapevolezza di imparare ogni giorno dalle cose che fa senza sottrarsi alle responsabilità anche quando prevedono un prezzo da pagare».
SQUADRA UNITA
«Tengo molto all’unità della nostra squadra e della coalizione che non sono in discussione. È stato un episodio complesso e su questo molto a breve in un dialogo come sempre sereno con le forze politiche porterò le mie ragioni ascoltando tutte le posizioni, i consigli e anche le critiche. In questo momento sono soddisfatto che sia continuato il dialogo con le realtà coinvolte, confermo che sono interessato a trovare le soluzioni possibili insieme con loro e con la giunta».
Di più non si potrebbe chiedere al sindaco per metterci una pietra sopra, almeno in Giunta. O forse sì: «Marcato pensi tranquillamente a casa sua e all’opposizione dove gli stracci volano da due anni e mezzo tutti i giorni. È ridicolo che ci arrivino lezioni dalle frantumate forze politiche della minoranza che, come accaduto anche lunedì scorso, convocano conferenze stampa con l’obiettivo di sparare una addosso all’altra».
LA SITUAZIONE
Il fatto è che la “Comunità per le libere attività culturali” in questo ultimo anno stava cambiando pelle e fisicamente stavano cambiando anche gli occupanti. «Abbiamo avuto notevoli problemi con l’agibilità dopo il fortunale del 2018 - dice l’assessore Andrea Micalizzi - e in questi ultimi due anni abbiamo sommato molte perizie che ci davano una situazione pericolosa. Da due anni cerchiamo collaborazione con le associazioni chiedendo loro di accettare un’alternativa. Gli “Scout” e “La mente comune” sono oggi in via Ognissanti e in via Moro. Altre associazioni invece si sono organizzate cambiando presidenti e consentendo ulteriori occupazioni. Abbiamo chiesto di sapere chi sono e quali spazi occupano ma non abbiamo mai avuto una risposta chiara. In ogni caso la prossima settimana ci rivedremo per trovare una soluzione».
AMO PADOVA
Anche “Amo Padova” l’associazione da cui prese le mosse l’avventura politica del sindaco, affronta l’argomento con una nota del segretario Alfredo Drago. «La Clac non solo ha abbracciato nuove associazioni dedite all’attività di volontariato nel campo della solidarietà sociale, ma ha anche saputo rinnovare il consiglio direttivo coinvolgendo giovani preparati e capaci di accettare il confronto con le figure storiche dell’Associazione per promuovere il progetto di rigenerazione urbana dell’intera area dell’ex Macello. Si tratta di un progetto ambizioso, a lungo discusso con l’amministrazione. Troviamo una pronta soluzione affinché queste attività possano continuare».
 

Ultimo aggiornamento: 17:37