Strana "visita" a casa del sindaco Luca Pierobon: «Ho visto la porta socchiusa...»

Martedì 21 Gennaio 2020 di Michelangelo Cecchetto
Il sindaco di Cittadella, Luca Pierobon
CITTADELLA - Una “visita” strana quella avvenuta nella serata di venerdì scorso nell’abitazione del sindaco di Cittadella Luca Pierobon. «Qualcuno è entrato in casa mia senza nessuna effrazione. E non ha portato via nulla, un fatto molto singolare», le parole del primo cittadino. Pierobon è certo che non si sia trattato di una sua disattenzione nel lasciare aperta la porta e altrettanto certo che coloro che sono in possesso delle chiavi non siano entrati, come ha subito verificato.

«Non era mai avvenuto nulla del genere, non ho mai ricevuto minacce e se qualcuno ha pensato di intimidirmi per chissà quale motivo non ha certo raggiunto il suo scopo», premette il sindaco che abita a poche centinaia di metri dal centro storico, nel quartiere residenziale di Borgo Vicenza. L’edificio in cui vive è formato da due unità abitative. Una è al piano terra e quella del sindaco al primo superiore. Vicine ci sono tante altre case, con molte famiglie che risiedono da decine di anni nella zona, quindi in tanti si conoscono e sono anche pronti ed attenti se si dovesse verificare qualche cosa di anomalo rispetto alla quotidianità. Nessuno invece è stato attirato da qualche cosa di strano. Un venerdì sera come altri. 

IL RACCONTO
Così afferma il sindaco: «Sono uscito di casa a piedi per andare a cena da amici alle 20,30 – ripercorre l’accaduto –. Poco dopo è uscita la mia compagna assieme agli amici che abitano al piano terra. Sono andati via in auto. Sono ritornato verso le 23,15. Ho trovato il cancello automatico semi aperto. Cosa questa un po’ strana, ma non ci ho dato peso. La porta d’ingresso era invece socchiusa anziché chiusa. Ho pensato fosse rientrato a casa qualcuno, sono salito e la seconda porta era anche quella appoggiata e non chiusa. Sono entrato pensando di trovare qualcuno, ma non c’era nessuno. In quel momento ho cominciato ad insospettirmi – continua il sindaco –. Ho controllato le varie stanze, tutto era a posto, in ordine».

A quel punto Pierobon ha cominciato a fare una serie di telefonate. Per prima alla compagna che gli ha assicurato di aver chiuso con almeno due mandate la porta d’ingresso. Poi al figlio che gli ha detto di non avere con lui le chiavi che erano in casa nel consueto punto dove le lascia. Ancor meno era entrato in casa un parente che possiede un’altra copia delle chiavi. Assieme ad un amico, ha controllato tutti gli infissi e l’ingresso del garage. Assolutamente nessun segno di effrazione. Chi è entrato in casa lo ha fatto con una copia delle chiavi oppure con un passepartout.

Cosa può essere successo? Quattro le ipotesi che fa il sindaco. «Qualcuno che voleva rubare qualche cosa, non ha avuto il tempo di aprire nemmeno un cassetto perché è stato disturbato dal rientro. Oppure qualcuno che voleva mettere qualche apparecchio per intercettazioni ambientali o mettermi in casa qualche cosa di compromettente. Anche queste, azioni che potrebbero essere saltate perché sono rientrato anzitempo». Quarta ed ultima ipotesi, sempre del sindaco, e più accreditata: «Qualcuno – dice – che ha voluto farmi paura, intimidirmi, farmi vedere che è facile entrare in casa mia, che gli è stato possibile, che avrebbe potuto fare quello che voleva». L’accaduto è stato segnalato poco dopo la mezzanotte alla vicina sede della compagnia dei carabinieri ed a breve verrà formalizzato. Ribadisce il sindaco: «Non si è trattato di una svista mia o dei miei familiari, non sono mai stato minacciato, ma certo la mia posizione e l’attività amministrativa può non essere gradita da qualcuno. Non ho nulla da nascondere, né chissà che ricchezze da rubare. Avrebbero potuto prendere la tv, il tablet, il pc, un portafoglio con poche decine di euro. Non ci sono oggetti di valore, se non affettivo».  Ultimo aggiornamento: 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA