Christian, annegato a 6 anni in piscina: 5 alla sbarra. Mamma e papà sia imputati che parte civile

Martedì 17 Maggio 2022 di L.I.
Christian Menin annegato a 6 anni

SAN PIETRO IN GÚ - Dovrà essere citato il responsabile civile chiamato all'eventuale risarcimento del danno. É la prima richiesta avanzata dai legali dei genitori del piccolo Christian Menin, il bimbo di sei anni e mezzo annegato in piscina dopo essere sfuggito al controllo di mamma, papà e di due bagnini. Emanuele Menin, 31 anni, e la moglie Lisa Toniato di 26, residenti a Limena, prenderanno parte al processo sia nel ruolo di imputati che di parte civile. Proprio in quest'ottica hanno chiesto la citazione in giudizio della proprietà o della compagnia assicuratrice dell'impianto natatorio.


L'istanza verrà formulata in occasione dell'udienza preliminare in programma il prossimo 23 maggio. Ieri il gup Maria Luisa Materia non ha potuto fare altro che disporre un rinvio per l'astensione annunciata dal pubblico ministero Benedetto Roberti. Cinque le persone per cui la Procura chiede il processo, contestando l'omicidio colposo. I genitori di Christian sapevano che il figlio non sapeva nuotare e lo hanno lasciato da solo vicino alla piscina, profonda dai 110 ai 120 centimetri, senza assicurarsi che indossasse appositi strumenti di salvataggio. Il piccolo sarebbe stato soccorso dopo cinque interminabili minuti, troppo tardi per strapparlo alla morte.
Alla sbarra, oltre a papà e mamma, ci saranno Michela Campana, 41 anni, di Bassano del Grappa, amministratore unico e legale rappresentante della società Conca Verde Piscine, gestore dell'impianto comunale natatorio di San Pietro in Gu, il responsabile dei bagnini Diego Poletto, 43 anni, di Bassano del Grappa, e la bagnina Maya Serraglio, di 22 anni, residente a Bressanvido, in provincia di Vicenza.

 

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