Il Parco Colli si candida a riserva della biosfera Unesco: ecco il piano d'azione

Il documento d'indirizzo è stato presentato a Monselice

Mercoledì 31 Maggio 2023 di Giovanni Brunoro
Candidatura dei Colli a patrimonio Unesco

MONSELICE (PADOVA) - Il Parco Colli si candida a diventare riserva della biosfera Unesco: è pronto il documento di indirizzo. «Un passaggio importante per dare consapevolezza al territorio» afferma il presidente facente funzioni Antonio Scarabello. Si è tenuto ieri nella sala consiliare di Monselice l'incontro pubblico dedicato alla presentazione del documento di indirizzo del piano di azione, atto essenziale per la candidatura dei Colli Euganei al prestigioso riconoscimento. Negli ultimi anni infatti la governance del Parco regionale ha intrapreso le attività preliminari per aderire al programma "Man and the Biosphere-L'uomo e la biosfera" (Mab). Si tratta di un'iniziativa intergovernativa del settore scienze dell'Unesco nata nel 1971 e che ha come obiettivo principale promuovere l'idea che sviluppo socioeconomico e conservazione degli ecosistemi siano compatibili. All'incontro erano presenti i sindaci dei Comuni del Parco, il consigliere provinciale Federico Barbierato, il consigliere regionale Elisa Cavinato e rappresentanti delle associazioni di categoria.

Il documento

Il documento di indirizzo è stato presentato dall'architetto Anna Agostini, che ne ha curato la redazione. Si tratta di un'elencazione preliminare degli obiettivi che saranno poi implementati da azioni concrete il piano di azione una volta ottenuto il riconoscimento. Questo atto non è obbligatorio, ma rappresenta un tassello in più per far comprendere al comitato nazionale Unesco la serietà della proposta. Ha ribadito l'architetto: «Il documento di indirizzo è una tappa importante, ma non è il punto di arrivo». È diviso in tre parti: conservazione, sviluppo e logistica. Ognuna consta di 5 obiettivi che, per la conservazione, riguardano biodiversità, architettura di pregio, paesaggio e resilienza climatica. Lo sviluppo si snoderà tra agro-ecologia, turismo, transizione ecologica, produzioni tipiche e di qualità, cultura immateriale (tradizioni, feste e identità locali).

Quanto alla logistica, sarà necessario: rafforzare la governance a livello unitario, monitorare biodiversità e fattori sociali e demografici, educare alla sostenibilità, valorizzare le progettualità e stimolare la partecipazione delle comunità locali.

Le tappe

Nei primi mesi del 2022 si sono svolte le attività previste nella fase iniziale del percorso di candidatura, che hanno visto il coinvolgimento attivo dei sindaci e dei consigli comunali dei Comuni del Parco e lo svolgimento di incontri tematici per divulgare il percorso, possibili grazie a un finanziamento regionale. L'avvio della fase pubblica si è avuto con un convegno tenutosi a Lozzo Atestino l'8 ottobre. L'attuale momento, invece, è focalizzato sullo sviluppo del percorso di animazione territoriale e la redazione del dossier di candidatura, che dovrebbe essere inviato al comitato nazionale il prossimo settembre. L'accoglimento della candidatura potrebbe avvenire da maggio 2024, quando i 15 Comuni del Parco potrebbero diventare una nuova riserva della biosfera. Le riserve della biosfera rappresentano una rete di eccellenze che ricopre un ruolo fondamentale per la concreta attuazione dei "Global Goals", i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile che i 193 Paesi membri dell'Onu si impegnano a raggiungere entro il 2030. Attualmente si contano nel mondo 738 siti definiti riserve della biosfera, 20 in Italia e 3 in Veneto (Delta del Po, Po Grande e Monte Grappa). Il programma Mab promuove la conservazione della biodiversità e della diversità culturale, lo sviluppo economico sostenibile sul piano culturale e sociale, il supporto alle attività di ricerca, educazione e formazione. 

Ultimo aggiornamento: 17:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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