Colpo del Padova contro il Pordenone: 4. vittoria di fila e vetta della classifica

Domenica 25 Settembre 2022 di Pierpaolo Spettoli
Colpo del Padova contro il Pordenone: 4. vittoria di fila e vetta della classifica

LIGNANO - Quarta vittoria di fila con vetta della classifica col Feralpi Salò che vince 1-0 sulla Virtus Verona e che sarà il prossimo avversario lunedì 3 ottobre. A mettere il timbro sul sabato perfetto di Lignano è ancora Aljosa Vasic, al secondo gol consecutivo dopo quello con la Pro Patria. Un'altra prodezza per il 22enne esterno di San Giorgio delle Pertiche, con una volee di destro tanto bella quanto pesante dato che vale i tre punti.

Ma tutto il Padova sfodera un'altra prestazione con i fiocchi per intensità e qualità almeno per un'ora, raccogliendo il vantaggio meritato nella ripresa, giocata con l'uomo in più per il doppio cartellino giallo rimediato qualche istante prima dell'intervallo da Negro. Già nella prima frazione il pareggio stava stretto alla truppa di Caneo per volume di gioco e soprattutto per le due occasioni non sfruttate da Russini (palo) e De Marchi (fuori). Poco importa perché alla fine i biancoscudati portano a casa l'intera posta, anche se l'ultima mezzora andava gestita meglio dato che hanno rischiato di gettare alle ortiche la vittoria con Dubickas, impreciso da pochi passi, e soprattutto grazie a Donnarumma, provvidenziale in pieno recupero nell'ipnotizzare Pinato nel faccia a faccia. Resta comunque la prova di forza della squadra, considerato il valore del Pordenone, sino a ieri imbattuto e davanti a tutti.

RISULTATO STRETTO

Va decisamente stretto lo 0-0 al Padova al termine del primo tempo. Si vede subito che la squadra è in fiducia e ha un'identità precisa interpretando al meglio lo spartito. Corsa e aggressività la fanno da padrone, abbinate a movimenti e giocate nelle quali i giocatori si trovano a memoria. Le ripetute sventagliate ad aprire il campo per dare ampiezza, unite a sovrapposizioni puntuali, mandano in affanno il Pordenone che dietro balla pur senza correre rischi. Almeno sino alla mezzora quando nello spazio di pochi istanti la truppa di Caneo si procura due occasionissime. La prima da una ripartenza a campo aperto con cambio gioco di Cretella per Russini che sfrutta l'indecisione di Andreoni per presentarsi davanti a Festa, il mancino si stampa sul primo palo, con palla viva per l'accorrente Cretella che ci riprova trovando il salvataggio di un difensore. Poi proprio il centrocampista napoletano ha l'intuizione giusta quando propizia in profondità lo scatto di De Marchi che semina Negro ma davanti a Festa mette a lato con il destro. Quasi allo scadere non manca un tiro cross di Jelenic sporcato da Torrasi, entrato da poco per Deli (infortunato), che costringe il portiere alla chiusura in angolo. Dall'altra parte invece in tutto il primo tempo Donnarumma se la vede brutta solo una volta quando Torrasi prende il tempo a Jelenic concludendo a lato. Nel recupero episodio chiave: altra ripartenza con Liguori che costringe al fallo Negro, secondo cartellino giallo per il difensore e ramarri in dieci.

LA MAGIA
Nella ripresa subito Radrezza in campo per sfruttare l'uomo in più (fuori Jelenic) e passaggio al 4-2-3-1 come già era accaduto con la Juve Next Gen: Belli affianca Valentini al centro della difesa, Vasic e Calabrese i due terzini; Cretella e Dezi in mediana, mentre Liguori, Radrezza e Russini agiscono alle spalle di De Marchi. Quest'ultimo si procura l'angolo dal quale nasce il vantaggio, ma nella circostanza si fa male. La magia che buca Festa è di Vasic con una volee che da sola vale il biglietto. Ultima giocata per lui prima di lasciare il posto a Ilie, mentre due minuti più tardi entra Ceravolo per De Marchi che non ce la fa. Intanto Liguori e Russini si scambiano la posizione. Da qui in avanti però il Padova perde un po' di lucidità e smette di palleggiare favorendo il ritorno del Pordenone che nel finale gioca il tutto per tutto. Dubickas si divora l'1-1, nel recupero, su una palla per vie centrali, Pinato contrastato da Valentini batte a rete e Donnarumma respinge per poi esultare dato che la sua parata vale come un gol. Finisce qui e può avere inizio la festa sotto il settore dei 760 padovani arrivati a Lignano per spingere i biancoscudati.

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