La Provincia attacca Busitalia: «Mezzi vecchi in circolazione»

Martedì 21 Settembre 2021 di Mauro Giacon
Busitalia

PADOVA - Busitalia non ha rispettato i termini del contratto. Questa è la prima verità della vicenda che vede la Provincia, socio dell’ente di governo del trasporto, insieme al Comune, impegnata a farlo rispettare.
In questo senso vanno le missive che ha indirizzato a Busitalia dopo il 13 settembre giorni in cui iniziavano i termini del nuovo contratto. Per adesso sotto forma di diffide e di minacce di penali. 

IL CONTRATTO
Per capire quello che sta succedendo bisogna rifarsi al contratto di servizio, quello firmato il 4 dicembre del 2020 e che doveva valere dopo 300 giorni. Prevede la presenza da adesso di 267 autobus extraurbani e 234 urbani nuovi o usati con emissioni maggiori di euro 2 e un’anzianità inferiore ai 15 anni. Per avere questi numeri Busitalia si era impegnata a sostituire 225 bus. Invece allo stato attuale ne ha acquistati 111 a gasolio (Euro 6) destinati a sostituire i bus dell’extraurbano che erano i più datati. Mentre stanno girando 221 mezzi che hanno più di 15 anni e 50 mezzi ancora a euro 2. E il resto? Dovevano essere già qui, alimentati a metano a elettricità. Per i nuovi autobus aveva annunciato un piano da 146 milioni di euro.
IL BANDO
Il problema sta nel bando che le porterà 353 milioni in 9 anni, allungabili a 432 con l’aggiunta di altri due. Sembrano tanti soldi ma non lo sono perché la società per battere la concorrenza ha proposto un ribasso dell’8 per cento e accettato di dare più linee, più chilometri e non far aumentare il prezzo del biglietto. C’è da dire che questo non è il solo problema. Ci sono altri piani da rispettare entro un anno. Il contratto prevede che tutti i mezzi siano dotati di wifi pubblico e telecamere. Inoltre tutti devono avere la bigliettazione elettronica (contactless) che è invece attuata solo sui mezzi nuovi e sul tram. Infine ancora ieri i biglietti a 1,50 euro in vendita nelle tabaccherie o nelle edicole non erano stati distribuiti in tutta la città. Molti non li hanno a qualcuno è stato detto di usare quelli del tram.
LA BARUFFA
Sul mancato acquisto dei mezzi la provincia e il Comune avevano proposto una soluzione concordata con una maggiore percentuale di autobus elettrici. Busitalia, benchè avesse già concordato la linea, non ha mai accettato formalmente la proposta. Ora, il Comune ha scelto la linea soft puntando sugli accordi extra contratto invece la Provincia avendo la responsabilità come ente di governo ha scelto di farlo rispettare. Può intervenire chiedendo delle penali o anche diminuendo il corrispettivo per chilometro.
LE TENSIONI
In questo quadro si inseriscono le tensioni fra i due enti che somigliano a una guerra tra poveri mentre Busitalia prosegue indisturbata. Tutto è cominciato quando il Comune si è staccato autonomamente dall’Ente di governo accusando la Provincia di non difenderlo abbastanza nella guerra scagliata dalle amministrazioni Comuni contermini che dicevano di aver pagato per anni l’arrivo delle linee quando invece era non dovuto. Poi la battaglia si è sopita al punto che entrambi hanno accettato di far correre mezzi vecchi per aumentare le corse in occasione dell’avvio dell’anno scolastico.
Ora invece sono di nuovo su fronti opposti. Forse perchè il Comune sente aleggiare di più sulla propria testa lo spettro che nessuno nomina - però esiste ed è già stato evocato - cioè che la stessa Busitalia se ne vada lasciando il territorio senza un gestore del trasporto pubblico. Fattostà che la baruffa continua. Proprio ieri il Comune ha inviato alla Provincia una diffida a fare attività in nome dell’Ente visto che loro non lo riconoscono più.
 

 

Ultimo aggiornamento: 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA