Difficoltà e disservizi Busitalia: rimpallo tra Regione e Comune

Venerdì 7 Ottobre 2022 di Gabriele Pipia
Difficoltà e disservizi Busitalia: rimpallo tra Regione e Comune

PADOVA - «Il Veneto è stata tra le poche Regioni a stanziare risorse straordinarie. E l’assessore alla mobilità del Comune di Padova dovrebbe ripassare le competenze sulla gestione dei contratti». Il trasporto pubblico continua a far discutere. Questa volta ad alzare il livello dello scontro è Elisa De Berti, vicepresidente della giunta Zaia. Ieri ha diffuso una nota pungendo l’amministrazione e ribadendo: «Noi stiamo facendo il massimo». Pronta la replica altrettanto dura dell’assessore Ragona: «Conosco bene i contratti, ma per le lentezze della Regione il trasporto pubblico perde quattro milioni di euro all’anno». Un piccato botta e risposta proprio nella settimana in cui Busitalia annuncia nuovi tagli alle corse extraurbane, i pendolari sono furiosi e gli autisti sono in stato di agitazione. 
 

PALAZZO BALBI

Lo scontro è alimentato anche dalle bandiere politiche opposte: un governo a trazione leghista in Regione, un’amministrazione di centrosinistra in città. Nei giorni scorsi l’assessore alla mobilità del Comune di Padova Andrea Ragona aveva sollecitato la Regione chiedendo un maggiore impegno per il trasporto pubblico e ieri è arrivata la nota ufficiale di Elisa De Berti, vicepresidente del Veneto con delega ai trasporti. «Non più tardi di un mese e mezzo fa sono stati stanziati 6,5 milioni di euro a favore del trasporto pubblico locale su gomma proprio per il caro carburante, mentre dallo Stato ancora non è arrivato nulla. Sempre la Regione - prosegue la numero due di Palazzo Balbi - in settembre ha anticipato alle aziende del comparto 74 milioni di euro, di cui 8 milioni all’ente di governo di Padova, per sopperire al ritardo nell’assegnazione del saldo del Fondo nazionale trasporti da parte del governo. A gennaio avevamo anticipato oltre 80 milioni». 
Fatta la precisazione, ecco la stilettata politica. «Suggerisco all’assessore Ragona di informarsi meglio e dedicare il suo tempo a verificare che la gestione del servizio nella città di Padova sia effettuata in maniera efficiente perché così non appare, viste le continue lamentele che arrivano dai cittadini, in Regione, per corse non regolari, cancellate e mezzi molto affollati. Colgo infine l’occasione per ricordare che non compete alla Regione, bensì all’ente di governo e quindi anche al Comune di Padova, la gestione del contratto con BusItalia».
 

PALAZZO MORONI
La replica arriva nel giro di un’ora. «Spiace che l’assessora De Berti abbia preso come una polemica contro di lei il grido di disperazione che proviene dagli enti locali. Il nostro voleva essere uno stimolo a lavorare per risolvere un problema che riguarda tutti i cittadini». E poi, nel merito: «Alla città di Padova per ora sono arrivati circa 400 mila euro: credo si possa concordare sul fatto che non siano sufficienti nemmeno per iniziare una riflessione seria sul rilancio del trasporto pubblico locale». 
«L’assessora può stare tranquilla - continua l’esponente di Coalizione Civica -. Quotidianamente il mio tempo viene investito per monitorare attentamente le inadempienze di Busitalia e l’azienda dovrà risponderne. La invito però a velocizzare l’iter per la creazione delle agenzie della mobilità, ovvero le società dedicate alla gestione dei fondi per il trasporto pubblico locale, grazie alle quali sarebbe possibile evitare i passaggi di fondi. A titolo di esempio per Comune e Provincia di Padova ci sarebbe la possibilità di risparmiare ogni anno quattro milioni di Iva che oggi invece finiscono nella tassazione generica di Roma. Soldi che potrebbero essere investiti nei trasporti e utilizzati ad esempio per aumentare gli stipendi degli autisti. Si parla tanto di autonomia, ma questi atti potrebbero già essere realtà anche senza una legge ad hoc». 
 

LE CONSIGLIERE
Sul caso sono intervenute negli ultimi giorni due consigliere regionali. Per Elisa Venturini di Forza Italia «la situazione si trascina da tempo. È arrivato il momento per un intervento diretto da parte della Regione: la priorità è continuare ad assicurare un servizio essenziale soprattutto a pendolari e studenti. Le questioni da affrontare sono tante e ben note: le condizioni del nuovo appalto ma anche la scarsità di personale per la quale abbiamo fatto diverse proposte: da una politica dei salari che renda più attrattiva questa professione ad una maggiore elasticità nelle assunzioni».
Per Elena Ostanel (Il Veneto che vogliamo) «serve finanziare il trasporto pubblico e velocizzare la creazione di un’agenzia unica che permetta a comuni, province e gestori del trasporto di non pagare l’Iva sul contributo chilometrico». Ostanel non si ferma qui: «Busitalia deve chiarire quale sia il piano di gestione per i prossimi anni e se davvero ha interesse lavorare per garantire un trasporto pubblico di qualità. Ad oggi non è così ed è indicativo che gli autisti abbiano un piano orari solo fino a fine mese. Non si può lavorare così». 
L’OPPOSIZIONE
Enrico Turrin, consigliere comunale di Fdi, incalza invece il Comune. «Mentre l’amministrazione organizza domeniche ecologiche e chiede ai cittadini di lasciare a casa l’auto Busitalia taglia le corse del trasporto pubblico. Prima di decidere della vita delle persone, un amministratore assennato dovrebbe preoccuparsi di far funzionare i servizi, altrimenti l’unica scelta che si lascia ai padovani è quella di andare a piedi. Giordani nella sua doppia veste ha autorità assoluta in materia, perché Busitalia continua a fare quello che vuole?». E Cavatton rincara parlando del tram: «Venezia ha rinunciato alla terza linea dello stesso mezzo su cui invece Padova si è appena impegnata per 113 milioni. Poi si tagliano le corse dei bus perché non ci sono soldi». Sul trasporto pubblico ora è tutti contro tutti. Il 21 ottobre, quando i sindacati incontreranno i vertici nazionali di Busitalia, forse il futuro sarà più chiaro. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci