Codice Qr del green pass virale sui social spacciato per mosaico antico: sospetti sul prof del Bo

Domenica 15 Agosto 2021 di Marina Lucchin

PADOVA - Dalle rovine di Pompei alle aule del Bo, passando per migliaia di pagine di “no green pass”. Ai tempi dei social una foto, un video o una notizia diventano virali nel giro di pochi istanti.  La velocità è proprio uno dei principali vantaggi delle piattaforme di condivisione, ma proprio questo aspetto ha portato ben presto Facebook e Twitter a farsi veicolo di campagne di disinformazione organizzate – come quella sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini contro Covid-19. 
L’ultimo esempio? Il Qr code formato mosaico di Pompei che è stato preso sul serio da complottisti e “no green pass”, ma che in realtà è uno scherzo ben congegnato da un anonimo “smanettone” abile nei fotomontaggi. Scherzo che vede come protagonista l’Università di Padova. Anzi, in particolare un professore di matematica, Andrea D’Agnolo
In molti hanno pensato che il codice fosse la sua “firma”, anche perché sarebbe uno scherzo molto “da matematico”, ma il docente rinnega la paternità del fotomontaggio, anche se la definisce una «storia simpatica». 


LA STORIA
Ma partiamo dall’inizio. Di che cosa stiamo parlando? Tutto nasce pochi giorni fa, quando l’anonimo buontempone crea il fotomontaggio e lo lancia in rete. Ben presto qualche “pesce” - e nel “mare” del web, ce ne sono molti - abbocca e crede davvero che gli antichi romani potessero conoscere già i Qr code, simili al Green pass, tanto che uno di questi sarebbe stato ritrovato su un pavimento delle rovine di Pompei come “dimostrerebbe” la foto. Il “pesce” la condivide, un altro “pesce” abbocca, et voilà: la bufala diventa virale. 
Ovviamente, tra le rovine della città campana distrutta dal Vesuvio duemila e rotti anni fa, non c’è nulla di simile a un Qr da Green pass. La realtà è ben più semplice, come suggerisce il principio del rasoio di Occam che esorta a scegliere la via più semplice nella risoluzione di un problema. 
Insomma: è semplicemente lo scherzo di qualcuno che si è divertito a prendere in giro i creduloni che si abbuffano di bufale sui social. Un operazione abbastanza semplice per qualcuno che sa usare photoshop o altri programmi simili.
Ma siccome la “bufala” è sempre più affascinante della realtà, molti utenti sono rimasti suggestionati dal fotomontaggio, cascandoci in pieno e facendo diventare la fotografia virale.
Centinaia di condivisioni al grido di “Intanto a Pompei avevano già previsto il Qr code per il Green pass”, e migliaia di commenti. 
Credere che nell’antica Pompei qualcuno fosse in grado di leggere un codice del genere, è surreale. Eppure - magia del web - in tantissimi si sono lasciati convincere. 
TORRE ARCHIMEDE
Con Pompei, dicevamo, quel codice non c’entra nulla. E nemmeno con i Green pass Quello riportato nel mosaico è il contatto di un professore dell’Università di Padova. Una specie di biglietto da visita che consente, una volta scansionato, di arrivare direttamente alla sua pagina personale all’interno del portale del Bo. 
Si tratta di Andrea D’Agnolo, docente di matematica con studio nel dipartimento che si trova nella Torre Archimede. 
Chi aveva pensato fosse proprio l’autore del fotomontaggio resterà deluso: il professore ne rinnega la paternità, pur sorridendo al risultato di questo scherzo ben congegnato. «È una storia simpatica. Ma non sono io l’autore del montaggio. Il Qr si trova nella mia hompage» spiega in modo abbastanza telegrafico, evidenziando come il codice sia pubblico e quindi utilizzabile da chiunque, magari qualche studente o conoscente burlone. 
La vicenda non gli ha creato complicazioni. Essendo deformato, non è semplice arrivare al Qr code originale, per cui «nessun problema» assicura il professore, nonostante il post sia diventato virale, nessuno ha disturbato il docente.

 

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 19:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA