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Cacciavillani, nuovo volto della politica padovana: «Sarò utile»

Giovedì 16 Giugno 2022 di Gabriele Pipia
Bruno Cacciavillani

PADOVA - Ha solo ventisette anni, ma parla già da veterano della politica. Sa bene che il suo nome è circolato per la futura giunta, ma pesa diplomaticamente ogni sillaba senza sbilanciarsi. «Decide il sindaco». Bruno Cacciavillani, una laurea triennale in Economia e una magistrale in Relazioni internazionali, è il segretario provinciale di Azione. Al debutto elettorale nella Lista Giordani, dopo le precedenti esperienze vicine a Padova 2020 e al Pd, ha ottenuto la bellezza di 634 preferenze. 


Se lo aspettava?
«Speravo in un risultato positivo di questo genere. Il nostro gruppo ha lavorato bene nelle strade e nelle piazze e sentivo crescere attorno a noi il consenso e l’interesse. Il nostro segretario Calenda è venuto a Padova e anche questo è stato utile».


Già, Calenda. Si è fatto sentire dopo le elezioni?
«Certo, ha chiamato e ha fatto i complimenti. È stato fatto un grande lavoro di squadra e devo ringraziare tutti gli elettori». 


Si vocifera che Calenda abbia chiamato anche il sindaco auspicando un assessorato per Azione, quindi per lei...
«Io sono a completa disposizione del sindaco e l’unico obiettivo è far sì che Padova abbia un’amministrazione competente, pronta e preparata. Ci siederemo con Giordani per parlare di questo risultato e se ci fosse l’opzione di un assessorato io sarei disponibile». 


Di quali temi le piacerebbe occuparsi?
«Penso al tema del sociale e a quello della transizione energetica, su cui Azione sta puntando molto a livello nazionale. Ma se penso alla mia giovane età mi vengono in mente anche cultura e lavoro, due ambiti dove poter dare tanto. Le lauree diverse mi hanno consentito di avere competenze trasversali per capire cosa accade in diversi ambiti. Ma non ci sono solo io: rappresento un gruppo». 


Avete già fissato un appuntamento con Giordani?
«Non ancora, ci vedremo nei prossimi giorni. Ma lo ripeto: io sono sereno e non mi aspetto per forza un incarico. Vedremo quello che dirà il sindaco e l’unico obiettivo è poter dare un contributo». 


Qual è stata secondo lei la grande forza del sindaco?
«Ha saputo fare campagna elettorale con tutti. Ha creato un gruppo unito ed è sempre stato molto azionista: parlava sempre e solo di cose da fare e di come farle. Non si è mai messo a rispondere a ciò che diceva Peghin e non ha mai parlato di Peghin. Tutte le volte che ho fatto campagna elettorale con lui al mercato ho trovato un sindaco che parlava con i cittadini dei problemi di Padova e di come risolverli. E se non sapeva risolverli si preoccupava con il suo staff di trovare risposte».


In consiglio comunale entrano diversi giovani. Che valore aggiunto potete portare?
«Potremo portare sicuramente freschezza nell’approccio a diversi tempi come lavoro, ambiente, rapporto con l’università e il sociale. A tal proposito vorrei ricordare che “sociale” non significa solo poveri e anziani ma bisogna occuparsi tanto anche dei giovani».


Come ha festeggiato dopo la vittoria elettorale?
«Devo dire la verità, mi è salita una febbrona incredibile e quindi sono stato chiuso a casa. Probabilmente è stato il mio modo per smaltire lo stress e il forte impegno della campagna elettorale. Ma ci sarà sicuramente modo di festeggiare per bene». 
 

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