Domenica 24 Marzo 2019, 10:15

Quel braccialetto in ottone: «Finalmente dopo 70 anni so chi era il proprietario e che fine ha fatto» /Foto

Giuseppe Bassi

di Filippo De Gaspari

SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) - Quando Giuseppe Bassi rientrò dalla prigionia in Russia, dov'era stato internato durante la Seconda Guerra Mondiale, la sorella gli consegnò un braccialetto:



«È di un pilota precipitato qui in zona» gli disse. Settantaquattro anni dopo, quando Bassi ne ha da poco compiuti 100, quel cimelio ha un padrone, uno dei piloti morti in quell'azione, di cui ora l'anziano custode spera di conoscere i famigliari. Nel Padovano, a Villanova di Camposampiero, dove vive nella frazione di Murelle, Bassi è un'istituzione: le 100 candeline spente lo scorso 3 febbraio, dopo una vita in cui ha fatto il geometra e, suo malgrado, il prigioniero di guerra, raccontano più di mille parole l'incredibile avventura di questo soldato, che tornato a casa ha custodito quel braccialetto sperando un giorno di riconsegnarlo agli eredi di quel pilota morto a due passi da casa sua. 



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3 di 3 commenti presenti
2019-03-25 10:09:41
Bravo gianni-2 nessuno ne parla del KOMUNISMO perchè siamo stati noi all'epoca fascisti ad andare in Russia e non loro a venire qui, te capi??
2019-03-24 18:13:40
In Russia esisteva il fascismo? Perché nessuno ne parla del KOMUNISMO?
2019-03-24 23:42:55
ma cosa c'entra???