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Boxe in patronato: pugni al bullismo. E il parroco: «Sport che educa i giovani alle regole. Violento? pregiudizi»

Lunedì 30 Maggio 2022 di Alberto Degan
Boxe in patronato: pugni al bullismo. E il parroco: «Sport che educa i giovani alle regole. Violento? pregiudizi»

PADOVA - Stare insieme per divertirsi nel rispetto, nel sudore e nell’amicizia. Il progetto “Amici sul ring. Il pugilato come palestra di vita”, nato nel maggio 2018, torna con le fasi finali del torneo regionale élite tenutesi ieri nella piastra sportiva della parrocchia di San Giuseppe. Alla base del progetto vi è la consapevolezza che il pugilato sia uno sport che, se praticato in maniera corretta e con allenatori adeguatamente formati, possa rappresentare per le giovani generazioni un’occasione di crescita e di formazione, di allenamento a regole e discipline, di attenzione e rispetto. Un ottimo deterrente anche contro il bullismo.


LA GENESI
Nato dalla collaborazione tra il parroco di San Giuseppe, don Enrico Luigi Piccolo, il presidente del Circolo Noi San Giuseppe Francesco Carpesio e Massimiliano Sarti, responsabile tecnico di Padova Ring, l’evento di ieri ha visto 12 combattimenti dilettantistici di boxe olimpionica, con pugili provenienti da tutta la regione e di tutte le categorie. «Si tratta del secondo evento che organizziamo dedicato esclusivamente alla boxe, con un focus particolare sui ragazzi del quartiere e non solo. Questo sport ha ancora bisogno di superare un pregiudizio legato alla violenza - dichiara don Enrico Luigi Piccolo - Molto spesso i giovani che vivono situazioni di disagio e di marginalità non hanno nessuna figura adulta come punto di riferimento, in questa maniera possono trovare qualcuno che possa essere per loro un mentore non solo dal punto di vista dell’allenamento ma anche sotto l’aspetto umano, psicologico e di autodisciplina».


GLI OBIETTIVI
La possibilità di mettere la comunità parrocchiale, comprensiva di bambini, famiglie e anziani a confronto con uno sport che gode di scarsa visibilità, secondo Francesco Carpesio, ha avuto numerosi aspetti positivi: «Le attività che fino ad oggi abbiamo organizzato con il parroco sono tutte attività mirate a intercettare ragazzi che non hanno la possibilità o la voglia di fare sport, e che magari finiscono per avere altre valvole di sfogo meno salutari. Con Padova Ring, cinque anni fa, abbiamo portato la boxe in patronato e successivamente ci siamo accorti che questa disciplina ha la capacità di distrarli, impegnarli, drizzargli la schiena con un po’ di attività fisica. Il tutto all’interno della campana di vetro della parrocchia, che non esclude nessuno ma che pretende delle regole di comportamento. Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di questo lavoro e non abbiamo intenzione di fermarci qui».


IL PROGETTO
Presenti anche l’assessore all’urbanistica Andrea Ragona e l’assessore all’ambiente Chiara Gallani per discutere di una possibile espansione della piastra sportiva. «Abbiamo ricevuto numerosissime richieste da parte dei cittadini interessati a vedere l’area sportiva, l’area verde della parrocchia espandersi. È palese che eventi come questo rendano i cittadini più coinvolti verso il proprio quartiere, per migliorarlo e per renderlo più accessibile e accogliente», dichiara Gallani. Un evento sportivo dedicato anche alla riqualificazione di un territorio. «Il successo è sotto gli occhi di tutti: siamo in un quartiere che si sta ripopolando – aggiunge Francesco Carpesio - Ci sono famiglie che non vedono l’ora di venire a vivere qui. Con il tempo e con l’impegno di tutti stiamo riuscendo a cambiare le cose in meglio». Il programma di eventi sportivi della parrocchia di San Giuseppe non si ferma alla boxe: il 10 giugno è previsto un torneo dimostrativo di Baskin, o basket inclusivo, mentre il 18 gli eventi culmineranno con un Festival dello Sport.
 

Ultimo aggiornamento: 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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