Le botte, la coltellata e la chiamata all'amico: «Ho fatto una cavolata». Inseguita per tutta la casa, sangue ovunque

L'uomo, di Caprino Veronese, nel 1999 aveva ammazzato la convivente. L'accusa chiederà la detenzione in carcere, anche per i precedenti di omicidio, maltrattamenti e stalking

Giovedì 12 Maggio 2022 di Marina Lucchin
Fattorelli con la donna ferita gravemente

PADOVA - Prima l'ha massacrata di botte, poi l'affondo della lama nella schiena. Un colpo con un coltello preso in cucina, vicino al fegato, che poteva ucciderla e per questo ora l'uomo è in stato di fermo per tentato omicidio. Eppure lui, Stefano Fattorelli, 50enne di Caprino Veronese, che nel 1999 aveva già ammazzato l'ex compagna, e nel 2011 è stato arrestato per stalking e maltrattamenti nei confronti della nuova fidanzata, mentre era in fuga a un amico ha detto solo: «Aiutami, ho fatto una cavolata».

L'AGGUATO
L'aggressione all'ex compagna, la padovana 51enne Sandra Pegoraro, è avvenuta tra le 11.30 e le 11.50 in quella che era stata la loro abitazione durante la relazione, un appartamento al numero 2 di via Cafasso, all'Arcella, quartiere popolare di Padova. I vicini di casa assicurano che i due avevano passato il fine settimana insieme. Poi l'agguato e l'aggressione. Quando i vicini hanno sentito le urla, sono usciti in corridoio e sono entrati nell'abitazione. La donna era piena di lividi ed ematomi ovunque, ancora cosciente: chiedeva aiuto, era riuscita ad arrivare alla porta d'ingresso. L'appartamento dove la coppia era arrivata circa un anno e mezzo fa, e dove aveva convissuto fino alla rottura, a metà aprile, era un campo di battaglia. C'erano macchie di sangue ovunque, in più stanze, a conferma che la colluttazione è stata lunga e violenta. Era da qualche minuto che l'inquilina del piano di sotto sentiva un certo trambusto. «Si sentivano i mobili - racconta la donna - che si spostavano. Non sentivo urlare. Le grida di aiuto sono state alla fine. Era lei che cercava di sfuggirgli».


Anche un'altra vicina ha raccontato rumori simili: «Ho sentito un rumore di mobili che si spostavano, ma non riuscivo a capire cosa stesse accadendo. Poi ho sentito trambusto e a un certo punto chiedere aiuto. Ho aperto la porta, ma non c'era nessuno. Ho sentito solo la voce della signora».
I vicini hanno allertato il 118. Il Suem ha soccorso la donna, portandola poi immediatamente in ospedale, dov'è stata operata. I carabinieri della radiomobile della compagnia di Padova, invece, si sono messi subito sulle tracce dell'aggressore. I vicini l'avevano visto scappare e l'avevano riconosciuto come: era il compagno di Sandra.

L'OPERAZIONE
L'uomo è stato ritrovato circa tre ore dopo, poco distante dall'abitazione all'Arcella e vicino al magazzino del supermercato Alì per cui lavorava. Aveva chiamato un amico di lavoro e gli aveva chiesto aiuto. «Ho fatto una cavolata». E con cavolata intendeva aver quasi ammazzato un'altra volta una sua compagna a coltellate. È viva solo perché i vicini sono intervenuti: è grave, ma sopravvivrà. La conferma viene dai sanitari di Padova: l'operazione effettuata sulla donna, per ridurre i danni provocati dalla coltellata che l'ha raggiunta alla schiena, è riuscita perfettamente.

LA VERSIONE
Quando si è trovato accerchiato dai militari, Fattorelli non ha opposto resistenza e si è consegnato senza dire una parola. L'uomo è stato portato alla caserma del comando provinciale dell'Arma e ascoltato per varie ore. All'inizio era in stato di choc, poi ha raccontato la sua versione dei fatti, che dovrà essere confrontata con quella della donna, che verrà sentita solamente quando le sue condizioni di salute lo permetteranno.
Il procuratore Antonino Cappelleri fa sapere che, appena le sue condizioni saranno stabili, si procederà all'affidamento di una consulenza medico-legale per accertare i particolari dell'aggressione. L'accusa chiederà per l'uomo la detenzione in carcere, anche in relazione ai precedenti che pesano come macigni: omicidio, maltrattamenti e stalking.

 

Ultimo aggiornamento: 20:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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