Pellet non certificato dall'Est Europa, sequestrate 350 tonnellate e due autobotti

Martedì 19 Ottobre 2021 di Redazione Web
Il blitz della Gdf nella Marca
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PADOVA - Nei blitz della Finanza anti-contraffazione e contro l’abusivismo commerciale, nel   giugno scorso, i militari della compagnia di Cittadella davano avvio all’operazione “Guasta Provvista” per colpire il fenomeno dell’illecito approvvigionamento all’estero di pellet con marchio di qualità "ENplus®" contraffatto o falsamente dichiarato. Dopo aver individuato inizialmente in Veneto una serie di operatori con tale tipo di merce, proveniente perlopiù dall’Est Europa, venivano eseguite diverse perquisizioni che consentivano di sequestrare oltre 350 tonnellate di prodotto, nonché due autobotti dotate di speciali sistemi di erogazione. La considerevole mole di prodotto sequestrato nella prima fase dell’operazione e le risultanze investigative emerse in ordine ai principali canali di approvvigionamento permettevano di delineare le vaste proporzioni di un fenomeno illecito in continua espansione, anche in ragione di prezzi estremamente contenuti, trattandosi di un eco-combustibile non sottoposto ad accisa.

L'indagine si è concentrata successivamente sull’individuazione delle società estere produttrici: particolarmente significative le operazioni di perquisizione e sequestro svolte nel mese di settembre, sotto la direzione della Procura  di Rieti, nei confronti di un network di imprese, attive nelle province di Rieti, Terni ed Ancona, e di un soggetto di nazionalità italiana, ritenuto il dominus della frode commerciale, fittiziamente residente in Repubblica Slovacca, che dal 2016, in qualità di rappresentante legale e socio unico di una società di diritto slovacco, aveva posto in essere nell’Italia centrale, in totale evasione d’imposta, un’avviata e florida attività di commercio, all’ingrosso e al dettaglio, di pellet recante la mendace indicazione di conformità alla certificazione di qualità del legno ENplus®.

Le operazioni si sono concluse con il sequestro di 60 tonnellate di pellet di produzione estera, commercializzato in frode nel territorio nazionale, nonché di copiosa documentazione contabile ed extra-contabile utile alla ricostruzione del reddito e del volume d’affari conseguito dalla società di diritto slovacco, di fatto da considerarsi fiscalmente un soggetto economico Più di recente è stata intensificata l’azione di monitoraggio degli annunci di vendita online del pellet di legno in vista dell’approssimarsi della stagione invernale e, in particolare, di quello sfuso, il quale, in assenza di un involucro commerciale ben definito, si presta maggiormente alla consumazione di frodi commerciali consistenti nell’utilizzo improprio del marchio di qualità ENplus®. Nel caso di specie, sono state sottoposte a sequestro oltre 85 tonnellate di eco-combustile di produzione estera, falsamente dichiarato conforme alla certificazione di qualità del legno ENplus®, nei confronti di due distinti operatori economici, in rapporto di partnership, attivi nella provincia di Treviso, ed entrambi i rappresentanti legali sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Contestualmente, analoghe operazioni di perquisizione e sequestro sono state condotte nei confronti di una società operante nella provincia di Vicenza, la quale, disponendo di un sito di stoccaggio di rilevante capienza, era dedita alla commercializzazione di pellet sfuso, asseritamente certificato ENplus®, in realtà completamente sprovvisto della relativa certificazione. Infatti, tale impresa non risultava annoverata tra quelle produttrici e/o distributrici certificate dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali, licenziataria del marchio ENplus® per l’Italia. Nella circostanza, oltre all’apposizione del vincolo reale su complessive 197 tonnellate di pellet non certificato ENplus® e alla denuncia del legale rappresentante della società e di un socio per il reato di frode nell’esercizio del commercio, sono stati sottoposti a sequestro due silos, muniti di speciali impianti per l’erogazione dell’eco-combustibile. L’operazione in rassegna, che ha consentito di ritirare dal mercato, a partire dal mese di giugno, 700 tonnellate circa di eco-combustile non sicuro, testimonia la costante azione della Guardia di Finanza a tutela del mercato dei beni e servizi, al fine di limitare la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza fissati dalla normativa nazionale ed europea in difesa dei consumatori finali e contrastare pericolosi fenomeni distorsivi della concorrenza nell’interesse delle imprese operanti nella legalità.

Ultimo aggiornamento: 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA