Bimbo conteso «nascosto tre volte alle
forze dell'ordine»: processo alla madre

Martedì 16 Ottobre 2012 di Lino Lava

PADOVA - Il 2 agosto, il 4 agosto e il 20 settembre Leo venne nascosto dalla madre. Il consulente tecnico d’ufficio del Tribunale dei minori e le forze dell’ordine se ne andarono da Cittadella senza il bambino. Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (titolo III del libro II del codice penale - artt. 361 – 393 c.p.). È questa l’accusa per la quale il pubblico ministero Benedetto Roberti chiederà il rinvio a giudizio per la signora Ombretta, la madre del piccolo.

Nel capo d’imputazione il pubblico ministero Roberti accusa la madre di aver nascosto il bambino che entro il 25 agosto doveva essere portato in una struttura residenziale educativa e a disposizione del padre. Ma il 2 agosto la signora Ombretta si era resa irreperibile sostenendo che era in vacanza in Toscana con il bambino e aveva dato un indirizzo nel quale le forze dell’ordine non l’hanno trovata. Il 4 agosto Roberti sostiene che la donna aveva fatto nascondere il figlio a casa dei genitori. Neanche il 20 settembre le forze di polizia e il consulente tecnico del Tribunale dei minori riuscirono a prelevare Leo. Secondo l’accusa, la madre e i genitori di lei avevano "blindato" il ragazzino a scuola e non si era potuto portarlo via per affidarlo alla struttura educativa.

Il prossimo mese la signora Ombretta, la madre e il padre dovranno comparire davanti al giudice monocratico Claudio Marassi. Nel capo d’imputazione, sempre redatto dal pubblico ministero Roberti, si afferma che i tre imputati "ponevano in essere condotte abituali e reiterate a cagionare maltrattamenti psichici e morali al minore creando nello stesso la grave patologia in atto di sindrome di alienazione parentale". Inoltre impedivano al padre del bambino di "avvicinarsi, vedere e colloquiare col minore".