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Bimbo caduto nella buca delle braci alla sagra, tornato in sala operatoria per salvare le gambe ustionate

Martedì 21 Giugno 2022 di Luca Ingegneri
La buca dove è caduto il bambino: in quel momento era coperta da braci bollenti
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PADOVA -  Il piccolo ha trascorso buona parte della giornata di ieri in sala operatoria. I medici del reparto di Chirurgia plastica hanno infatti anticipato di ventiquattr’ore l’intervento programmato per oggi. Una decisione prudenziale nel tentativo di scongiurare qualsiasi rischio di infezione in un minore che lamenta ustioni di secondo e terzo grado ai piedi, alle gambe fino all’altezza del ginocchio e ad una coscia dopo essere precipitato nella buca utilizzata come deposito delle braci.

Andrea (nome di fantasia per tutelarne l’identità) è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, il secondo dal ricovero avvenuto ormai sei giorni fa, del tutto simile al precedente. I sanitari del Reparto Grandi Ustionati avevano evidenziato la necessità di rimuovere per quanto possibile la cute ormai irrimediabilmente deteriorata, proprio per dare respiro ai due arti ed evitare l’insorgenza di pericolose infezioni. L’operazione di ripulitura della pelle è andata secondo le previsioni. Il minore reagisce bene alle cure. Per ora i drenaggi non possono comunque essere rimossi. Il piccolo deve mantenere le due gambe quanto più possibile immobili e non è ancora in grado di alzarsi dal suo letto di terapia intensiva. Al capezzale si alternano sia di giorno che di notte i due genitori.
Soltanto al termine della degenza ospedaliera che, salvo complicazioni, dovrebbe esaurirsi nel giro di 6-7 settimane, sarà possibile ipotizzare un percorso di recupero motorio del bambino, che compierà nove anni a fine luglio.

L’INCHIESTA
Ci vorrà ancora qualche giorno prima che il legale del padre del bambino possa depositare una denuncia contro ignoti per lesioni gravissime. Il genitore è ancora in attesa di ricevere la documentazione medica relativa al primo accesso al pronto soccorso e all’intervento compiuto martedì scorso dai sanitari del Suem 118. Soltanto una volta in possesso dei referti sarà possibile presentare l’esposto. In Procura sarebbe comunque già arrivata una prima informativa redatta dai carabinieri di Legnaro che, all’indomani dell’episodio, hanno compiuto un accurato sopralluogo sul posto raccogliendo le testimonianze di chi si trovava nello stand gastronomico per partecipare alla cena organizzata dalla Pro loco. Non hanno però proceduto al sequestro dell’area.

GLI ACCERTAMENTI
Stando ai primi accertamenti l’area non sarebbe stata transennata nel momento in cui il piccolo è precipitato dentro la buca. La festa era ormai conclusa e i volontari erano impegnati nelle operazioni di smontaggio delle strutture. Il giorno successivo l’intera area, adibita abitualmente a parcheggio, avrebbe dovuto essere restituita al proprietario, ovvero l’insediamento universitario di Agripolis. 
Proprio in quest’ottica le transenne attorno alla famigerata buca delle braci erano state spostate. Il bambino e il suo amichetto vi sarebbero arrivati giocando a nascondino con i walkie talkie tra le mani ma soprattutto passando dal retro del capannone, e quindi sfuggendo sia alla visuale degli addetti alla cucina che di tutti gli altri volontari, in procinto di sedersi a tavola per la cena. Anche la mamma del piccolo, volontaria della Pro loco, faceva parte dei commensali. E si trovava all’interno del capannone quando si è consumata la disgrazia.
 

Ultimo aggiornamento: 09:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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