I 25 anni della "Città della Speranza": 8 piccoli su 10 riescono a guarire

A Vicenza c'era anche la Confraternita del Bacalà per i 25 anni della Città della Speranza

di Roberto Cervellin

VICENZA - Piatti a base di bacalà, rigorosamente alla vicentina. E poi una litografia, un francobollo del piatto locale per eccellenza e una targa per il lavoro svolto. Sono molti i riconoscimenti ricevuti dalla Fondazione Città della Speranza per i 25 anni di attività, celebrati al teatro Comunale di Vicenza. Ma quelli più importanti sono legati alla guarigione dei bimbi. In poco più di vent'anni, la guerra ai tumori pediatrici dell'organismo fondato da Franco Masello - fatta in particolare attraverso ricerca, prevenzione e raccolta fondi - ha permesso all'80% dei piccoli di salvarsi, anche se in Italia 450 all'anno ancora non ce la fanno. «È come se scomparisse un'intera scuola», ha commentato Antonella Viola, direttrice scientifica dell'Istituto di ricerca pediatrica nel corso della serata, a cui hanno partecipato, tra gli altri, oltre a Masello, il sindaco Francesco Rucco, l'assessore regionale Elena Donazzan e i rappresentanti dei 183 comuni che hanno sottoscritto il codice deontologico che impegna le amministrazioni nel campo del volontariato e a favore delle persone più sfortunate.

Al termine, tutti a tavola. Nel menu non poteva mancare il piatto simbolo della città, preparato dalla Venerabile Confraternita del bacalà. Premiata infine Giorgia Sapri di Creazzo, che ha creato il logo celebrativo.
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Lunedì 14 Ottobre 2019, 11:11






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