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Violenza, minacce, aggressioni per il controllo della piazza: presa la gang che terrorizzava la città

Mercoledì 9 Febbraio 2022
Sgominata una baby gang
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MONSELICE - Baby gang sgominata. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Abano Terme e della Stazione di Monselice, coadiuvati da militari di altri Reparti, all’alba di sabato 5 febbraio hanno dato esecuzione a 11 perquisizioni a Monselice e Este a carico di altrettanti indagati.

Le indagini hanno avuto inizio in seguito alla denuncia di fatti che si sono consumati a partire dall’estate 2021, quando a Monselice, un gruppo di giovani, 11 quelli identificati, tra i 18 e 22 anni, quasi tutti di origine magrebina, di 2. e 3. generazione, tra loro collegati da legami di amicizia e talvolta parentali e connessi dai vari social network, si sarebbero resi responsabili di diverse aggressioni ai danni di giovani coetanei, e non solo, con lo scopo di assicurarsi il controllo della piazza. A loro carico sono stati contestati l’associazione a delinquere al fine di compiere una pluralità indeterminata di delitti, in particolare contro la persona e contro l’ordine pubblico, tali da causare in Monselice un persistente stato di pericolo per l’ordine pubblico finalizzato a creare uno stato di tensione e di soggezione in altri ragazzi, anche minorenni, della città.

In particolare il 5 giugno 2021, alcuni degli indagati avrebbero deciso di prendere di mira una coppia di fidanzati che passeggiava tranquillamente nel centro cittadino a Monselice. I fidanzati, senza motivo, venivano accusati di essere razzisti, di aver sentito provenire da loro delle frasi oltraggiose. La coppia, prima sarebbe stata bloccata, e successivamente, uno degli indagati, forte della presenza di numerosi “amici” che assistevano, avrebbe colpito con un pugno al volto il ragazzo. Sempre nello stesso periodo, la presunta baby gang, avrebbe preso di mira un minorenne “colpevole” di calzare delle scarpe ginniche costose. Mentre la vittima si trovava in pieno centro storico sarebbe stato raggiunto e aggredito proprio pretendendo le sue scarpe, e per tale motivo sarebbe stato percosso e minacciato, riuscendo comunque a darsi alla fuga evitando il peggio. Dopo qualche ora, la vittima, questa volta in compagnia del padre, incrociava nuovamente due dei presunti aggressori e nell’occasione, sia il padre che il figlio, sarebbero stati aggrediti da tutto il presunto “branco”, composto da almeno una decina di giovani, di cui alcuni minorenni.

Non sarebbero mancate le aggressioni per motivi di gelosia. In una occasione, una vittima, rea di avere scambiato qualche messaggio sms con la fidanzata di uno del presunto gruppo, sarebbe stato aggredito con calci e pugni da tre della banda, riportando un grave trauma cranico, refertato con 30 giorni di prognosi.

In un'altra occasione, un ignaro automobilista che stava scendendo dalla sua autovettura, sarebbe stato aggredito in quanto la macchina sarebbe stata scambiata per quella della fidanzata di uno degli indagati. L’automobilista, non facendosi intimidire, sarebbe riuscito a ripartire facendo rovinare a terra uno dei presunti aggressori, rimasto leggermente ferito, il quale poi, in virtù della svista, si recava presso la Caserma dei Carabinieri per denunciare la fidanzata. I militari, nel ricostruire le presunte dinamiche dell’accaduto, ben diverso da come era stato raccontato, lo denunciavano, tra l’altro, perché si sarebbe reso responsabile di calunnia.

In un’altra occasione, avrebbero dimostrato lo sprezzo per le istituzioni, aggredendo due militari dell’Arma di Monselice intervenuti presso il supermercato “ALì” di quella città, a seguito della segnalazione della presenza di persone ubriache che turbavano la quiete pubblica. Rintracciati i tre giovani autori della presunta turbativa, costoro prima avrebbero iniziato a litigare tra loro per il controllo subito, addossandone le responsabilità l’uno all’altro, poi avrebbero colpito con calci e pugni i due militari, rimasti leggermente feriti, tentando di fuggire, ma venendo bloccati.

La pluralità degli episodi che aveva visto l’escalation della violenza del fenomeno, è stato anche oggetto di un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nel frattempo, alcuni degli indagati sono stati sottoposti a misure varie, quali il “Divieto di ritorno nel Comune di Monselice”, il Daspo Urbano e l’Avviso Orale. I Carabinieri, stanno continuando le indagini per arginare sempre più il triste fenomeno delle “baby gang”, anche attraverso l’analisi del materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni eseguite.

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 13:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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