Q, Villa Barbieri, Extra Extra, Paradiso Latino: ecco chi apre e come

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Michelangelo Cecchetto
Q, Villa Barbieri, Extra Extra, Paradiso Latino: ecco chi apre e come

PADOVA - Un'attesa durata quasi venti mesi, poco meno di due anni. Le piste da ballo da questa sera riapriranno, torneranno ad rianimarsi, ma soprattutto le discoteche ritorneranno ad essere tali, seppur solo a metà del loro potenziale. Un settore di fatto devastato dalla pandemia, ancor più nel padovano quando l'allarme contagio scattò venerdì 21 febbraio dell'anno scorso con il primo caso di contagio a Vo'. Riaccendere luci e impianti acustici delle piste, avere il pubblico che si diverte fianco a fianco senza la necessità del distanziamento, è una sorta di rinascita che però ha lasciato molte ferite alcune insanabili. Ma se il motto principe del settore è Lo spettacolo deve continuare, mai come adesso lo si deve concretizzare. 


I GESTORI

«Le norme sono abbastanza stringenti, non penso che per il pubblico il green pass rappresenti un vincolo vista l'elevata percentuale di vaccinati, più che altro rende un po' più complessa la logistica di accesso che moduleremo avendo il riscontro effettivo - spiega il padovano Andrea Massaggia contitolare dei locali cittadini Q bar, Villa Barbieri ed Extra Extra - Una ripartenza importante, ma con il freno a mano. La capienza al Q è di massimo 300 persone, c'è la rotazione e la serata fortunatamente è lunga. Speriamo che nel più breve tempo possibile vengano tolti i limiti di presenze. Con lo spazio estivo di Villa Barbieri continuiamo, ma solo al sabato - evidenzia Massaggia - finchè il meteo lo permetterà. Ha dimensioni maggiori ed ovviamente riapriremo le piste che erano state recintate ed erano senza casse acustiche. La riapertura dell'Extra Extra potrebbe avvenire anche la prossima settimana in base all'afflusso di pubblico».
Le quattro piste del Paradiso Latino a Campodarsego ritroveranno da oggi a domenica, il pubblico amante di vari generi musicali. Capienza massima 900-1000 persone in base all'uso anche di uno spazio esterno. Il titolare Andrea Cavinato, anche presidente padovano del Sindacato italiano locali da ballo: «Io ed i colleghi non potevamo permetterci di rimanere ancora chiusi. L'auspicio è che le capienze aumentino prima possibile. La clientela è ancora un po' confusa dalle regole di accesso in quanto nel periodo estivo il green pass non era obbligatorio. E' necessaria una massiccia campagna informativa. La gente comunque attendeva molto di ritornare in pista. Da parte nostra un'attenzione maggiore nella programmazione degli artisti, avendo metà degli ingressi disponibili».


SI BALLA

Oggi e domani si torna a ballare anche allo Storya a Santa Giustina in Colle, uno degli spazi padovani di riferimento nel settore. «Abbiamo intitolato questo fine settimana We can dance again, noi possiamo ballare ancora - annuncia il contitolare Riccardo Checchin (anche di Radika Treviso e Hierbas Jesolo, Cortina e Milano Marittima) - Cominceremo con la ristorazione e poi finalmente in pista. L'attesa è stata veramente lunga, guardo con fiducia il superamento del vincolo del 50% di capienza, per noi 600 posti. E' il minimo per poter lavorare come discoteca. Spero anche nell'arrivo dei ristori. Quelli approvati a luglio sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale ieri. Purtroppo non pochi operatori hanno dovuto lasciare il settore, ora hanno un altro impiego. La rinascita ci sarà solo quando torneremo al massimo degli accessi».
Nella bassa padovana, a Montagnana, si dovrà attendere ancora per la riapertura di un altro storico e dinamico locale, il Parioli Dancing, con tre sale e sempre tanti eventi. «Quando riaprirete è la domanda che tutti ci rivolgono, prima ancora di chiederci come stiamo - spiegano i titolari Michele, Paola e Michele - Il Parioli è chiuso ormai da due anni, vanno fatte le giuste manutenzioni e le adeguate pulizie ed igienizzazioni. Poi va organizzato, anzi, va ricercato il personale di servizio in quanto i nostri ragazzi e ragazze si sono reinventati altri lavori. La cosa più importante, sperando che il nostro pubblico amato ci possa capire, è che aspetteremo qualche settimana per osservare se i contagi inizieranno a salire o se le regioni cambieranno colore per evitare che succeda come un anno fa, quindi chiudere di nuovo tutto e ritrovarci ancora nei guai».

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 10:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA