Via Anelli-ex Prandina: firmata la permuta, ora lo scambio è realtà

Martedì 13 Luglio 2021 di Nicoletta Cozza
Il momento della firma ieri a palazzo della Ragione

PADOVA - La Prandina è del Comune. E la superficie dell’ex complesso Serenissima di via Anelli appartiene al Ministero degli Interni. L’atto che sancisce la permuta tra le due aree, infatti, è stato firmato ieri in Salone e ora hanno date certe i progetti che cambieranno il volto dei due siti: da un lato la nuova questura da 50 milioni di euro che verrà realizzata entro 6-7 anni nell’ex bronx della Stanga, e dall’altra le funzioni, tra cui il parcheggio e il parco, che saranno collocate all’interno dell’ex caserma di Corso Milano, e la cui definizione avverrà entro la fine del mandato dell’amministrazione, in scadenza il prossimo anno. 
A sottoscrivere l’accordo storico nella cornice suggestiva di Palazzo della Ragione sono stati il sindaco Sergio Giordani e il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Edoardo Maggini, alla presenza di numerosi esponenti della giunta e del consiglio, delle categorie economiche, dei comitati dei cittadini, oltre alle massime autorità cittadine, tra cui il prefetto Raffaele Grassi e il questore Isabella Fusiello. Nessun membro dell’opposizione, invece, ha accolto l’invito a presenziare. Il primo cittadino ha confermato che in piazzetta Palatucci a Palazzo Wollemborg resterà il commissariato del centro storico, come presidio di sicurezza: il copione è lo stesso utilizzato per il nuovo polo sanitario a Padova est, che sarà complementare al Giustinianeo, il quale continuerà a funzionare per la medicina d’urgenza.

VIA ANELLI

Giordani non ha nascosto le difficoltà del lunghissimo iter propedeutico all’accordo e che, come ha ricordato lui stesso, era partito prima del suo arrivo a Palazzo Moroni. «La firma odierna, che è una vittoria di tutta la città - ha sottolineato - chiude definitivamente una pagina difficile e ne apre una positiva. I palazzi di via Anelli, costruiti nel 1970 per gli studenti e diventati negli anni ’90, con la complicità di una parte dei proprietari e degli amministratori di condominio, un ghetto, non ci sono più. Con tenacia abbiamo acquisito le oltre 300 unità immobiliari, di cui 288 mini appartamenti degradati, per procedere con le demolizioni e dare l’area al Ministero degli Interni per la nuova Questura. Il risultato è merito anche dei sindaci che mi hanno preceduto, che hanno lavorato per sgomberare le palazzine e allontanare le bande di spacciatori che si fronteggiavano a colpi di machete». Il primo cittadino, ha fatto poi i nomi di chi si è adoperato per il raggiungimento dell’obiettivo tra cui l’ex questore Paolo Fassari, l’ex prefetto Renato Franceschelli, il vicesindaco Andrea Micalizzi, l’assessore Diego Bonavina, i consiglieri di maggioranza, tra cui Daniela Ruffini e Luigi Tarzia, e di opposizione, oltre ai comitati dei cittadini, e poi ha ripercorso le date che hanno portato alla permuta. «Il 20 maggio del 2018, il consiglio aveva approvato il Protocollo di Intesa tra Comune, Demanio e Ministero, e già il 20 giugno le parti lo avevano firmato, stabilendo che in via Anelli sarebbe stata realizzata la Questura, mentre al Comune sarebbe stata trasferita la proprietà della Prandina. Il 29 luglio, sempre del 2018, Palazzo Moroni aveva ottenuto la consegna anticipata dell’ex caserma, mentre l’anno dopo si era completato il percorso di acquisizione dei 288 appartamenti. Le demolizioni avviate il 12 ottobre 2019 erano terminate il 14 settembre 2020: in meno di tre anni, quindi, siamo arrivati alla stipula». 

LA PRANDINA

Intanto il Comune, essendo proprietario della Prandina, potrà introdurre a breve la tariffazione oraria per la sosta, in attesa di definire, entro il primo semestre del 2022, il destino dell’ex caserma. «È uno spazio importantissimo e il dibattito che si è sviluppato sul suo utilizzo lo dimostra. Si tratta di un’area di grande pregio e vincolata, con una parte rilevante di verde. Adesso - ha concluso Giordani - finalmente possiamo inserirla nel progetto di riqualificazione delle Mura e dell’asse di Corso Milano fino a Piazza Insurrezione: sono certo che, senza litigare, entro la fine del mio mandato troveremo un giusto equilibrio tra la valorizzazione degli spazi verdi e degli edifici esistenti, e la necessità di destinare parte dell’area a parcheggio, per realizzare il sogno di liberare dalle macchine Piazza Insurrezione».

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