Andrea Crisanti: «Quarantena breve: rischiosa. Bimgo contagiato in classe? In isolamento tutti»

Venerdì 11 Settembre 2020
Andrea Crisanti: «Offerte dalla politica declinate, De Laurentiis irresponsabile». E il Covid? «Ci aspettiamo crescita dei casi»

Andrea Crisanti parla, di tutto, dal Coronavirus alla politica che lo corteggia, oggi il professore - direttore di Microbiologia all'università di Padova - è intervenuto su Agorà, programma di RaiTre.

La politica lo vuole
«Ho ricevuto offerte dalla politica, ma le ho declinate perché ho pensato che il mio contributo potesse avere un impatto maggiore stando sul campo. Vedendo che i casi aumentavano, ho pensato non fosse giusto tradire le aspettative di tutti quelli che hanno lavorato con me e di chi ha fiducia in me. È più importante contrastare il virus che fare politica». ha affermato il virologo Crisanti. Pd-M5s, la candidatura sfumata di Crisanti a senatore veneto

Il caso De Laurentiis
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato «irresponsabile, una persona che sta male dovrebbe rimanere a casa, specie in queste situazioni. Una persona come lui dovrebbe dare esempio avendo una elevata visibilità». Lo ha affermato il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all'università di Padova, intervenuto ad 'Agorà' su RaiTre. De Laurentiis è risultato positivo al Covid dopo aver partecipato, nonostante alcuni sintomi sospetti, all'assemblea della Lega Calcio a Milano. De Laurentiis positivo al Covid: «Ho mangiato troppe ostriche». Bufera social: «Irresponsabile»

Coronavirus: aumento dei casi in arrivo
«Ci aspettiamo una crescita dei casi ma siamo ancora in una situazione di equilibrio gestibile. Quindi possiamo convivere con bassi livelli di trasmissione, perché 1500 casi non sono paragonabili agli stessi di fine febbraio inizio marzo, quando le persone venivano testate già in fin di vita e quindi mancavano all'appello tutti gli asintomatici. Probabilmente in quei giorni c'erano 35-40mila positivi. Oggi siamo lontani da quei numeri». Ha spiegato infine il virologo Andrea Crisanti.

Quarantena breve: rischio di lasciarsi sfuggire una parte di contagi
«In genere le manifestazioni della malattia appaiono 5-6 giorni dopo il contagio. Se si vuole ridurre la quarantena a 7 giorni, si cattura la maggior parte delle persone contagiate, però una piccola parte sfugge. Quindi, se si riduce, la quarantena si accetta il rischio che alcune persone contagiate, che poi a loro volta possono contagiare, sfuggano a questo procedimento di cautela». Lo ha spiegato, durante la trasmissione Agorà. In Francia, dove sono stati dimezzati i tempi, ha aggiunto, «ci sono circa 10.000 casi al giorno, se ognuno genera 10 persone da mettere in isolamento questo fa 100.000 persone al giorno in isolamento, quindi in 14 giorni la Francia tiene 1,5 milioni di persone ferme. Chiaramente - ha concluso - questo ha un grosso peso economico». Covid, ipotesi quarantena ridotta da 14 a 10 giorni: martedì l'esame del Comitato tecnico

 

Bimbo positivo in classe? In quarantena tutti

Se c'è un positivo in classe, «dovrebbero andare in isolamento i genitori, la classe e tutto il corpo docente e non docente che è entrato in contatto con lui, e dovrebbero aspettare il tampone. Quindi è un evento estremamente distruttivo. E questa è anche la ragione per cui, non solo io ma la quasi totalità della comunità scientifica, promuove il vaccino contro l'influenza» che ha «il merito di diminuire l'utilizzo di risorse in modo non efficiente». Così, durante la trasmissione Agorà, su Rai 3, Andrea Crisanti. Quanto alla scuola, «se le misure non funzionano, la comunità scientifica farà sentire la voce e chiederà che vengano corrette in corso d'opera». Una, in particolare, di queste misure era già stata criticata da Crisanti ovvero la misurazione della febbre da fare a casa. «Non penso - è tornato a ribadire oggi - sia una procedura corretta far misurare la febbre a 8 milioni di famiglie: chi sulla fronte, chi sotto l'ascella, chi sotto la lingua, chi nell'orecchio, e con termometri diversi. Si sarebbe dovuto misurare la temperatura a scuola, con sistemi automatici efficienti che adesso sono disponibili. Questo avrebbe indotto anche le famiglie a misurarla correttamente». Rispetto alla temperatura, ha concluso, «i 37,5 sono un livello stabilito per gli adulti ma la maggior parte di bambini e ragazzi hanno forme brevi e transitorie, quindi la soglia deve essere abbassata se vogliamo catturare casi che così passerebbero inosservati». 

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