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Incendio nella casa di Alex Zanardi, a fuoco i pannelli fotovoltaici: l'ex campione al San Bortolo di Vicenza, massimo riserbo dell'Ulss

Sono in corso di accertamento eventuali problemi ai macchinari che lo assistono. L'impianto elettrico è stato danneggiato

Martedì 2 Agosto 2022 di Redazione Web
La casa di Alex Zanardi

NOVENTA PADOVANA - Un incendio è scoppiato nella villa di Alex Zanardi, a Noventa Padovana alle 16.45 di lunedì 2 agosto. Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco, a prendere fuoco sarebbe stato l'impianto fotovoltaico sul tetto: i pompieri arrivati da Padova con due autopompe, un’autobotte, un’autoscala, hanno subito circoscritto le fiamme. L'impianto elettrico è stato danneggiato. Al momento, secondo quanto si apprende, si stanno valutando eventuali problemi ai macchinari che assistono l'ex campione, che a giugno del 2020 è rimasto coinvolto in un'incidente nel senese mentre partecipava ad una gara di handbike.

La strada è stata chiusa per motivi di sicurezza. Sul posto, assieme ai pompieri, ci sono i carabinieri. Al momento del rogo a casa oltre al campione c'erano la moglie e il figlio: nessuno è rimasto ferito, ma visti i danni alla residenza, Zanardi, che da due anni costretto a vivere attaccato ai macchinari per il drammatico incidente avvenuto nel corso di una gara di handbike nel Senese, è stato trasferito in ambulanza a scopo precauzionale all'ospedale San Bortolo di Vicenza, nel reparto di riabilitazione: lo stesso dove lo avevano ospitato dopo l'incidente di due anni fa. Dall'ospedale viene mantenuto il massimo riserbo e l'Ulss 8 Berica ha fatto sapere che non rilascerà aggiornamenti sulle condizioni di Zanardi nemmeno nei prossimi giorni.

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L'incidente

Dopo l'incidente del 19 giugno 2020 Alex, che per anni è stato un simbolo nello sport per portatori di handicap riuscendo a vincere, nella specialità paraciclismo, quattro medaglie d'oro ai Giochi di Londra nel 2012 e Rio nel 2016, aveva intrapreso un lungo percorso riabilitativo. In una intervista di circa un anno fa, la moglie Daniela aveva affermato che Zanardi stava lottando «come un leone». A Natale, l'ex pilota di Formula 1, è finalmente tornato a casa. «È un combattente, ma in quest'anno e mezzo, col Covid, in ospedale e in clinica siamo potuti stare poco, e in pochi, vicino a lui. Ora tornare in famiglia gli farà bene e lo aiuterà lottare ancora di più'», ha spiegato la donna.
Una forza di volontà granitica, quella di Zanardi, che tra gennaio e febbraio si è sottoposto ad un ciclo di cura al centro iperbarico di Ravenna. Una sfida quotidiana iniziata, di fatto, venti anni fa quando nel corso di una gara del campionato Champ Car, in Germania, dopo avere perso improvvisamente il controllo della sua auto, venne centrato da una altra auto. Un incidente drammatico: al pilota vennero amputate entrambi gli arti inferiori e subì 7 arresti cardiaci. Da quella esperienza Zanardi è riuscito a venirne fuori diventando un esempio per tutto il movimento paralimpico e non solo. La sorte avversa, però, si è affacciata a un'altra curva. Il 19 giugno del 2020, durante una tappa della staffetta di Obiettivo Tricolore di handbike, va ad un urtare un camion. Nell'impatto riporta ferite gravissime e resta in coma farmacologico fino al gennaio dello scorso anno. Da lì una nuova sfida, un nuovo obiettivo da raggiungere. Nel luglio scorso il gip di Siena ha disposto l'archiviazione, accogliendo la richiesta della Procura, dell'indagine avviata dopo l'incidente. Unico indagato nell'inchiesta era il conducente del camion, accusato di lesioni colpose. Ma per il giudice non c'è stato nesso causale tra la presenza del camion e il drammatico scontro. In base ad una consulenza disposta dai pm, lo sconfinamento della mezzeria da parte del camion era «inferiore ai 40 cm» e «minimo stante il tipo di mezzo e la strada percorsa».

 

Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 21:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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