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Ahmed annegato nel Brenta, spedì venti messaggi alla sua ex fidanzatina

Mercoledì 4 Maggio 2022 di Marco Aldighieri
Ahmed annegato nel Brenta, spedì venti messaggi alla sua ex fidanzatina

PADOVA - Il giorno del suicidio Ahmed ha spedito alla sua ex fidanzata, una ragazza di 17 anni di Cadoneghe, almeno venti messaggi tra vocali, file di foto e testi scritti. L’ultimo alle 22.50 di giovedì 21 aprile, poi lo studente quindicenne si è gettato nelle acque del fiume Brenta
L’ora della morte, come stabilito dal medico legale Andrea Porzionato, risale tra le 23 e la mezzanotte. Inoltre Ahmed avrebbe cancellato la maggiore parte dei documenti e delle chat all’interno del suo smartphone, risultato però danneggiato dalla pioggia. Al momento gli inquirenti hanno difficoltà nell’analizzarlo e nel recuperare tutta una serie di dati.
 

IL TELEFONO CELLULARE
Lo studente di origine marocchina il 21 aprile non è andato a scuola ed è rimasto a casa. A partire dalle prime ore del pomeriggio ha iniziato a spedire una serie di messaggi, attraverso WhatsApp, alla sua ex fidanzata. Si tratta di vocali, foto dove è ritratto insieme a lei, e testi. L’ultimo lo ha inoltrato alle 22.50, poi il suo smartphone si è spento. Ahmed è morto tra le 23 e la mezzanotte sempre di giovedì, e la causa del decesso è stato l’annegamento. Nei polmoni del quindicenne è stata trovata acqua, mentre non sono stati riscontrati segni di violenza. 
Tra gli ultimi messaggi questo è il più drammatico «...Devo uscire ho delle questioni in sospeso con alcune persone penso che morirò o se non muoio avrò delle ferite gravi, ma penso che morirò...Volevo dirti che ti amo ma tanto tu non capisci secondo me, non voglio essere sdolcinato ma ormai non mi importa più, ti dico solo questo non ti dico altro...». 
Lo studente, sempre nella giornata del 21 aprile, ha scritto anche nella chat di WhatsApp dedicata agli amici: «Vi voglio bene». Una esternazione che è suonata molto strana a un suo coetaneo che ancora in chat ha risposto: «Ahmed, ma cosa stai dicendo?». Tuttavia per gli inquirenti analizzare il telefono cellulare del quindicenne non è per nulla semplice. Il dispositivo, abbandonato sulla passerella sopra il fiume Brenta, è stato esposto per ore alle intemperie e alla pioggia. Nonostante sia poi stato prelevato da un nordafricano e consegnato dopo quattro giorni alla polizia, è stato danneggiato dall’acqua tanto da non riuscire a recuperare il suo contenuto. Inoltre Ahmed lo ha dotato di una password e avrebbe anche rimosso la maggiore parte dei documenti e delle chat.
 

IL CAMBIAMENTO
Gli uomini della Squadra mobile stanno provando a capire il motivo che ha spinto Ahmed a togliersi la vita. Riuscire ad analizzare nei dettagli il suo telefono cellulare, sarebbe utile per risolvere il mistero. Una cosa è certa, del cambiamento repentino dello studente se ne era accorta la sua ex fidanzata. La ragazza agli inquirenti ha raccontato: «Ahmed da qualche tempo era cambiato. Non studiava più e così l’ho lasciato. Il suo unico pensiero era quello di uscire a divertirsi. Non era più come lo avevo conosciuto». 
Perchè Ahmed Joudier, bravo ragazzo residente con la famiglia a Mortise, ha deciso di togliersi la vita? A questa domanda gli inquirenti devono trovare una risposta. Lo studente, a detta di tutti, amava andare a scuola e non frequentava cattive compagnie, ma all’improvviso, da un giorno all’altro, è diventato irrequieto, svogliato e spaventato. Dai primi riscontri non sarebbe stato vittima né di bullismo e né di cyber bullismo. Eppure Ahmed, in poche settimane, ha modificato il suo stile di vita senza una apparente giustificazione. 
 

Ultimo aggiornamento: 07:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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