Palpeggiate e aggredite in discoteca al Factory: «Nessuno è intervenuto per difenderci»

Lunedì 4 Ottobre 2021 di Serena De Salvador
La sede del Factory
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PADOVA - «Ci ha palpeggiate ripetutamente e quando abbiamo cercato di dirgli di lasciarci in pace ci ha afferrato i polsi, ci ha strattonate e ci ha minacciate. Il tutto nell’indifferenza generale, con le altre persone che hanno creato il vuoto attorno a noi». A denunciare i momenti di paura vissuti la notte tra venerdì e sabato al Factory di via Sarpi sono due studentesse ventenni. Lo fanno perché vogliono che nessuna ragazza debba passare quello che loro sono state costrette a vivere in quella che doveva essere una serata di festa. E che ora vede la polizia indagare sull’accaduto.


LA SERATA
«Eravamo a ballare con un’altra amica –raccontano– quando ci ha avvicinate un ragazzo dalla carnagione chiara, con capelli e barba castano chiari e con accento straniero, forse dell’Est. Ci ha approcciate e noi inizialmente ci siamo scostate. Poi ha cominciato ad allungare le mani e quando abbiamo provato a chiedergli di non insistere è esploso di rabbia. Ci ha prese per i polsi, gridava “Questa non è casa tua, vattene, ti ammazzo”. Poi ha continuato a dimenarsi, colpendoci e spingendoci fino a quando siamo corse da un buttafuori, che subito ci ha chiesto di portarlo da lui: gli abbiamo detto che era sulla trentina, alto 1,70, ben piazzato, con una felpa blu e i laccetti bianchi. Ma non volevamo tornare lì. Avevamo paura che ci aspettasse fuori, che ci aggredisse. Eravamo pietrificate dalla paura. Ma attorno a noi nessuno ha mosso un dito anche se c’erano tantissimi altri ragazzi».
Tornate a casa, il coinquilino ha segnalato la cosa al 112 e oggi le ragazze andranno a formalizzare la denuncia contro ignoti.


GLI INTERVENTI
Quella stessa notte però, alle 3, una volante della polizia è intervenuta proprio al Factory per prelevare (su richiesta di un buttafuori) un 28enne pakistano ubriaco e molesto. Il ragazzo è finito in questura ed è stato sanzionato. Il giorno dopo tuttavia gli agenti hanno notato sulla pagina Facebook “Spotted UniPd” il post in cui le due studentesse raccontavano la loro disavventura al Factory. A quel punto è sorto il dubbio che il molestatore potesse essere lo stesso pakistano e per questo sono scattati gli accertamenti anche sull’aggressione. Stando però alla descrizione fornita dalle giovani, si tratterebbe di due persone distinte, anche se le verifiche sono ancora in corso.
In quegli stessi momenti, alle 3.30, la polizia è intervenuta anche in un altro punto di via Sarpi, vicino alla stazione, su richiesta di un 28enne italiano. Il ragazzo era andato a recuperare l’auto parcheggiata ma l’aveva trovata con una gomma a terra, squarciata. Aveva quindi appoggiato lo zaino (in cui c’erano computer, portafoglio ed effetti personali) sul sedile anteriore mentre lui sul retro si dava da fare per sostituire la ruota. Poco dopo si era reso conto che la sacca e il pc gli erano stati rubati dall’abitacolo, motivo per il quale non si esclude che anche il taglio della gomma fosse stato architettato per mettere a segno il furto.
 

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 09:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA