Sandra è stata pugnalata più volte al torace da Stefano Fattorelli

Venerdì 13 Maggio 2022 di Marina Lucchin
Sandra è stata pugnalata più volte al torace da Stefano Fattorelli
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PADOVA - Una. Due. Tre. E poi ancora. Stefano Fattorelli ha colpito Sandra Pegoraro più e più volte. Quando a 28 anni, nel 1999, uccise Wilma Marchi, la sua prima donna, la massacrò con 33 coltellate. Se Sandra respira ancora - è grave, ma non in pericolo di vita - è solo perchè non è stata aggredita in uno spazio piccolo come l’abitacolo di una macchina, in una zona appartata come il parcheggio di un cimitero, e perchè ha avuto la possibilità di difendersi. Ha lottato contro di lui in più stanze della casa e alla fine è riuscita a sfiorare la maniglia aprire la porta d’ingresso e urlare con l’ultimo fiato tanto da attirare lì i vicini. 
 

LE CONDIZIONI
È questa la novità che arriva dalla Procura sulle condizioni della 51enne aggredita dall’ex compagno, già condannato per omicidio e stalking, lunedì nella loro abitazione di via Cafasso 2. Al suo arrivo in ospedale, l’operatrice socio sanitaria in forza al reparto di Nefrologia del Giustinianeo, è stata subito sottoposta ad un primo intervento chirurgico per ridurre le lesioni. Le condizioni della donna sembrano migliorare, ma resta comunque una situazione delicata, da tenere sotto controllo. E poi ci sono quei segni in tutto il suo corpo: lividi causati dalle botte e tanti colpi d’arma bianca. Quanti? Lo stabilirà precisamente la perizia medica che è stata già disposta dal pubblico ministero Maria D’Arpa. Quel che è certo è che Sandra è stata colpita non solo alla schiena, ma anche al torace, all’altezza dei polmoni. Pugnalate, inferte con un coltello da cucina, che potevano risultare fatali.
 

L’ACCUSA
E si terrà questa mattina, davanti al gip di Padova, l’udienza di convalida del fermo di Fattorelli, il magazziniere 50enne, per cui è stata chiesta la custodia cautelare in carcere. L’uomo sarà assistito dall’avvocato d’ufficio Nicola Cenci. Il veronese ha un passato di maltrattamenti nei confronti delle compagne: nel novembre del 1999 uccise l’allora fidanzata 50enne Wilma Marchi con 33 coltellate davanti al cimitero di Grezzana, perchè la donna lo voleva lasciare. Per quell’episodio venne condannato a 12 anni i carcere, scontandone meno della metà. 
Dodici anni dopo a rivolgersi alla magistratura con l’accusa di atti persecutori e maltrattamenti fu una psicologa poco più che 60enne che aveva cercato di seguirlo nel percorso di riabilitazione all’interno del carcere. Fattorelli ha già scontato anche quella pena di un anno e quattro mesi tra custodia in carcere e poi arresti domiciliari. Era un uomo libero dal maggio 2019.
Il tempo necessario per trovare un’altra donna convinta che lui fosse cambiato. È stata Sandra Pegoraro, un paio d’anni più anziana di lui, a dargli questa nuova opportunità di riscatto. E fino a un mese fa sembrava quasi averci visto giusto. I vicini di casa assicurano che tra i due non era mai volata mezza parola fuori dalle righe. Ma dal 20 aprile scorso, quando la rottura del fidanzamento, anche i colleghi di lavoro di lui, magazziniere all’Alì, avevano notato un cambiamento. Cambiamento che si nota anche nel suo profilo Facebook dove ha riversato tutta la sua rabbia nei confronti di Sandra. Così come fece con la sua ex psicologa nel 2014, quando andò a processo per stalking e maltrattamenti. 
 

SUI SOCIAL
E proprio su Facebook ora la sua pagina viene invasa da decine di utenti di tutt’Italia che hanno iniziato a insultare l’uomo. Sia sotto il post “Ha”, scritto alle 12.19, pochi minuti dopo aver accoltellato Sandra (la “lotta” in casa è durata dalle 11.30 alle 11.50. Dopo l’intervento dei vicini è fuggito ed è stato ritrovato alle 15 a San Carlo). 
«Già se tocchi una donna con un dito non sei da ritenere un uomo, dove può arrivare le crudeltà dell’uomo non lo so! L’unica cosa spero che Sandra si riprenda», commenta uno. «Ti meriti di marcire in carcere» aggiunge un altro. Un linciaggio “social”.

 

Ultimo aggiornamento: 07:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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