Oggi sciopero e il caso Wanbao finisce sul tavolo del ministro

Martedì 10 Dicembre 2019 di Andrea Zambenedetti
BORGO VALBELLUNA - Nei minuti in cui davanti allo stabilimento di Villa di Villa arriverà il corteo dei lavoratori Acc, in via della Stamperia a Roma, il presidente della Provincia Roberto Padrin busserà alla porta del padrone di casa: il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia. Nelle mani di Padrin una lista di richieste lunga così. Ma prima di iniziare a snocciolare dati, risultati, proiezioni, desideri e preoccupazioni, Padrin parlerà al ministro del caso Acc Wanbao. Proprio questa mattina è previsto lo sciopero dell'intero settore metalmeccanico della provincia con una manifestazione a cui hanno già garantito l'adesione amministratori, partiti politici, lavoratori e autorità religiose. La risposta all'annuncio della proprietà cinese di voler abbassare la serranda dell'industria di compressori, lasciando per la strada i 290 dipendenti. Una situazione quella di Acc che nella stanza dei bottoni dovrebbero già conoscere bene. Il compagno di banco di Boccia, il bellunese Federico D'Incà (ministro per i Rapporti con il Parlamento), ha più volte spiegato che la vicenda Wanbao è destinata a condizionare i futuri rapporti commerciali tra Italia e Cina. La settimana scorsa è andato a parlarne di persone all'ambasciata. 
 
IL PRIMO PUNTO
Così l'ultima (in ordine di tempo) fonte di preoccupazione per la provincia diventa la prima nell'agenda del presidente Padrin. In un contesto complicato può bastare una goccia a far traboccare il vaso. Basta sentire le parole di Padrin, mentre carica le carte dentro il trolley che lo accompagnerà nella capitale. «Il tracollo demografico rappresenta una difficoltà che rischia di essere accelerata dalla crisi di aziende importanti come Acc Wanbao». Ma le congiunzioni non si fermano alla concomitanza tra l'incontro Padrin Boccia (alle 11) e la manifestazione contro il disimpegno Wanbao da Acc (sempre alle 11). C'è grande attesa anche per un terzo evento: la presentazione del piano industriale di Safilo, prevista per domani. Il colosso dell'occhialeria è orfano del marchio Dior. Le nuove acquisizioni oltre oceano, nelle ultime ore, hanno garantito nuovo slancio sui mercati finanziari. Domani però si capirà dove arriva l'ebbrezza degli investitori e dove cominciano le (malaugurate) ripercussioni per la provincia.
SPECIFICITÀ
Nel trolley da portare a Roma Padrin ha caricato un documento che era già stato consegnato a Erica Stefani, la leghista vicentina che ha preceduto l'esponente dem alla guida del dicastero. Un protocollo messo a punto con le province montane che confinano con territori a statuto speciale (Sondrio, Verbania Cusio Ossola). «Chiediamo l'applicazione della specificità come prevista dalla legge Del Rio. Al ministro - prosegue Padrin - porteremo anche i risultati di alcuni progetti già avviati e parleremo del nodo Sovrintendenza perché noi vorremmo diventasse provinciale. Insomma un modo per superare anche il nodo dei vincoli su Auronzo e Comelico». Più che probabile che a Boccia venga anche ribadita la richiesta di elettività della provincia di Belluno.
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