Ex strade militari: 850mila euro per il recupero

Domenica 21 Febbraio 2021 di Dario Fontanive
Ex strade militari: 850mila euro per il recupero

ROCCA PIETORE - Quattro strade realizzate durante la Grande guerra nel territorio di Rocca Pietore saranno sistemate e recuperate. Sul tavolo un investimento di circa 850mila euro stanziati dalla Regione Veneto sotto forma di finanziamento che deriva da una raccolta fondi post Vaia. La sua destinazione è vincolata: servirà a recuperare le quattro strade silvo-pastorali che hanno una valenza storica, sono percorsi realizzati durante la Grande Guerra dalle truppe italiane per raggiungere il fronte nella zona della Marmolada. 


I PERCORSI

La prima strada porta dal Ru Scalon (foto in basso) in val Ombretta e quindi al Rifugio Falier. Nell'agosto scorso venne semi distrutta dall'alluvione, ma resta uno dei percorsi escursionistici di maggior rilevanza tra quelli che si snodano sul versante della Marmolada di Rocca. In questo caso la spesa è di 258mila euro. Il secondo itinerario riguarda la strada che dalla valle di Franzedas (foto in alto) porta a Forca Rossa, qui la spesa prevista è di 112mila euro. Il terzo percorso riguarda la strada alta che collega i villaggi, oggi abbandonati, di Albe e Valier e sale al monte Mingon con una spesa prevista di 235mila euro e l'ultimo percorso è la strada che sale da Digonera verso il Col Dadaut, spesa prevista 225mila euro. 


LA VALENZA

«Per il nostro territorio- ricorda il sindaco Andrea De Bernardin- sono interventi importanti non solo perché interessaqno itinerari escursionistici molto praticati, ma soprattutto perché queste strade ultimamente causa gli eventi calamitosi naturali hanno riportato molti danni e quindi c'era la necessità di intervenire anche per conservare questa memoria storica importante per il nostro territorio». 


LE LINEE GUIDA

Gli interventi seguiranno precise linee guida per mantenere intatto l'assetto storico dei percorsi senza stravolgimenti impattanti. Durante la Grande guerra il territorio di Rocca fu subito prima linea con il fronte che si era disposto sulla linea del passo Fedaia-Padon. Già negli anni antecedenti lo scoppio delle ostilità l'esercito italiano aveva provveduto alla realizzazione di varie strade di montagna, assai larghe e con pendenze minime che garantissero il trasporto delle artiglierie pesanti su alture strategiche a ridosso del confine con l'Austria. Strade che oggi, d'estate, sono percorse ogni anno da migliaia di turisti ed escursionisti. 

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