Domenica 14 Aprile 2019, 21:21

«Dopo l'uragano Vaia vendo un rene per aggiustare la mia casa, aiutatemi»

«Dopo l'uragano Vaia vendo un rene per aggiustare la mia casa, aiutatemi»
LONGARONE - «Dopo la tempesta Vaia, vendo un rene per aggiustare la mia casa: 60mila euro». Maria Rosa Teza, 53 anni di Pirago, ha fatto girare nei giorni scorsi, questo appello, tramite un post sui social. Lo ha inserito su vari gruppi Facebook, da “Belluno compra, vendi scambia” a “Sei di Treviso” a “Sei di Bologna” e molti altri per darne massima diffusione. Aveva fissato anche il prezzo dell’operazione: un rene per 60mila euro, ovvero i soldi che le servono per sistemare la casa dopo Vaia.
 
 


La sua, in realtà, come spiega la stessa Maria Rosa, era una provocazione, anche se qualcuno l’ha presa sul serio e l’ha contattata in privato per acquistare quell’organo messo in vendita. Dopo poco però il post è stato censurato e cancellato da Facebook perché «non gli standard della comunità». «Non capisco perché afferma Maria Rosa Teza-. Non ho offeso nessuno, non c’erano immagini sconce, non c’era nulla che andasse censurato. Anzi forse così finalmente la gente capiva il livello di disperazione al quale ci hanno portati». 
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5 di 9 commenti presenti
2019-04-16 10:02:24
non era zaia quella persona che ha fatto la passerella subito dopo il disastro? Nessuno si ricorda cosa ha detto in quel momento di gloria mediatica?
2019-04-15 13:36:06
io mi assicuro e spendo i soldi per l'assicurazione ed alla fine mi arrangio. la signora ora pretende il risarcimento dallo stato. perchè non si era assicurata? non è giusto pagare chi prima fa il genovese e magari poi mi prende pure in giro. signora, si faccia un mutuo e vedrà che alla fine lei sistemerà la casa. e si assicuri.
2019-04-15 13:18:35
Queste provocazioni la signora se le può risparmiare o forse credeva di fare notizia è che qualcuno le avesse risolto il problema. Certo, dispiace e comprendo il disagio ma evitiamo queste piazzate di organi in vendita
2019-04-15 11:43:01
Non ci vuole molto a comprendere il dramma subìto. Quasi sempre una casa è il frutto del sudore di una o più vite di risparmio e fatiche. E’ quasi Pasqua, Signora, e rompere le uova è più che lecito e concesso. Lo faccia presso il sindaco, presso la regione. Non attivi provocazioni di «compra, vendi, scambia». Il rischio, Sig.ra Maria, è di trovare chi senza scrupoli, la invita anche a vendere se stessa (come fece la Sig.ra Marchi) senza offendere alcuno, senza immagini sconce e con l’apparenza che nulla vada censurato. Per le calamità naturali dovrebbero essere attive mirate procedure di verifica, quantificazione e successiva erogazione. Da un rapido sguardo in rete mi sembra che con il legname lei e parenti ci sappiate fare (taglio e trasporto di tronchi); secondo me questa è una buona via. In bocca al lupo.
2019-04-15 20:14:38
dove sta scritto che per le calamità naturali lo stato debba sobbarcarsi l'onere di ricostruzione dei privati? allora non serve assicurarsi se lo stato pagatutto lui. diamo le facilitazioni necessarie e non rompiamo le scatole con la burocrazia ma in quanto a pagare, specialmente con le arie che tirano a roma, io ci andrei cauto. ed anche con l'assistenza post disastro ci andrei cauto. se dopo qualche anno, due al max tre, non ti sei sistemato vuol dire che hai poca voglia di farlo. non si devono vedere baracche anche dopo 50 anni come in certi paesi del sud.