Altri volantini no vax fuori dalle scuole: «Non vaccinate i vostri figli»

Martedì 8 Febbraio 2022 di Davide Piol
L'istituto Segato di Belluno
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BELLUNO - Ancora volantini “no-vax” fuori dalle scuole. È il paradosso della quarta ondata Covid: mentre il governo, a seguito del crollo dei numeri legati all’epidemiologia, sta eliminando o comunque sospendendo alcune restrizioni, i no-vax continuano la loro battaglia. Nei volantini trovati ieri mattina fuori da alcuni istituti del capoluogo, come l’IIS Segato di Belluno, c’erano le parole del dottor Robert Malone sulle vaccinazioni infantili. Ma, come in ogni situazione, è necessario attenersi ai dati oggettivi, cioè ai numeri. Questi ci dicono ad esempio che nei Pronto Soccorso bellunesi si presentano circa quattro bambini positivi (e non vaccinati) al giorno. E anche tra i più piccoli sta emergendo la piaga del long-covid.


IL PRIMARIO
«Gli effetti collaterali del vaccino sono minimi come entità e durata – ha spiegato il direttore del reparto di Pediatria al San Martino di Belluno Stefano Marzini – ma quelli del long covid no. Si parla di settimane ed è un fenomeno che richiederà ulteriori risorse da parte di tutti». In una percentuale inferiore al 10% del totale di bambini vaccinati sono emersi effetti collaterali lievi che sono scomparsi in poco tempo e in modo spontaneo. Ben peggiori sono le possibili conseguenze dell’infezione. Questo, ovviamente, non era stato scritto nei volantini trovati ieri mattina fuori dagli istituti. È il secondo episodio in provincia. Lo scorso 27 gennaio ne erano stati distribuiti e affissi centinaia su pali della luce, cartelli, scuole, e ne sono rimasti alcuni nei parchi (ad esempio in quello di San Lorenzo a Belluno). La polizia locale sta eseguendo gli accertamenti necessari – tramite la visione delle telecamere di video-sorveglianza cittadina - per scovare i responsabili.

NEL TERRITORIO
Nel frattempo diminuiscono i positivi e per la prima volta da settimane un comune della provincia (Vallada Agordina) non ha registrato nessun nuovo caso negli ultimi sette giorni. In calo anche i dati di Cortina d’Ampezzo: «Il numero di positivi – ha comunicato ieri il sindaco Gianpietro Ghedina – è passato da 102 a 62 casi (-40). Le persone in quarantena (isolamento domiciliare), che hanno avuto un contatto stretto con i positivi, sono 9. Continua la discesa della curva del contagio ma rimane fondamentale non abbassare la guardia». I nuovi casi rilevati in provincia nell’ultima settimana sono 2.528 (1.250 in meno rispetto alla precedente), con un conseguente tasso di incidenza settimanale di 1.266 casi su 100 mila abitanti, in rapido calo ma ancora lievemente superiore a quella nazionale (1.171 su 100 mila abitanti). «La curva epidemica delle ultime settimane – ha spiegato l’azienda sanitaria – si sta comportando in modo simile a quanto accaduto in altri paesi, soprattutto in Sud Africa, con una rapidissima crescita dettata dalla variante Omicron, molto diffusiva, con altrettanto rapida decrescita».


I RICOVERI
Rimangono ricoverate 55 persone positive: 2 in Terapia Intensiva, 38 in area non critica (di cui 15 per motivi extra-covid) e 15 nell’ospedale di comunità. Nelle ultime 48 ore, inoltre, sono morti tre pazienti: due di 76 e 96 anni ricoverati in Pneumologia a Feltre e uno di 94 anni che si trovava in Pneumologia a Belluno. Nell’ultima settimana l’Ulss Dolomiti ha eseguito 15.223 tamponi (di cui 5.837 molecolari e 9.386 antigenici). A questi si aggiungono 11.457 antigenici effettuati dalle farmacie del territorio, 614 dai pediatri di libera scelta e 294 dai medici di medicina generale. Ogni giorno vengono eseguiti in media circa 2mila tamponi ogni 100 mila abitanti. Nello stesso periodo analizzato sono stati somministrati 10 trattamenti con monoclonali dall’Unità Operativa di Malattie Infettive di Belluno, per un totale di 314 dosi, e sono stati prescritti 9 trattamenti con Molnupiravir, che portano il totale a 17.

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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