Belluno-Venezia, anche con l'elettrificazione 16 fermate e due ore di viaggio

Sabato 8 Maggio 2021 di Luca Anzanello
L'elettrificazione non accorcia il viaggio, Belluno-Venezia 16 fermate
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BELLUNO «Salutiamo con favore l’elettrificazione, ma perché i diretti Belluno – Venezia dovranno fermare in tutte o quasi le stazioni?». C’è grande attesa ma anche qualche perplessità, tra i pendolari bellunesi che di norma scelgono il treno per raggiungere le province di Treviso e Venezia via Ponte nelle Alpi, Alpago e Conegliano, per l’orario estivo di Trenitalia. Alcuni giorni fa la vicepresidente del Veneto con delega ai trasporti Elisa De Berti ha anticipato gli orari dei collegamenti diretti tra montagna, pianura e laguna che il nuovo orario porterà in dote grazie all’ormai completata elettrificazione del segmento Ponte nelle Alpi – Conegliano. Per chi prosegue oltre la città del Cima nelle fasce orarie di punta sarà una rivoluzione, visto che verrà eliminato l’obbligo di cambiare treno a Conegliano, dove finiva la tratta “diesel” e iniziava quella elettrificata che arriva da Udine. L’annuncio della De Berti ha regalato un sorriso ai pendolari che però, scandagliando i dettagli dell’orario estivo già pubblicato online da Trenitalia che entrerà in vigore dal 13 giugno, hanno trovato un’altra sorpresa, questa volta assai meno gradita. 


I PENDOLARI
«Sia chiaro: avere finalmente a disposizione una linea tutta elettrica da Belluno a Venezia è una soluzione che migliora le cose rispetto al passato – esordisce il vittoriese Diego Tiozzo, storico pendolare che parla anche a nome di altre decine di viaggiatori abituali della linea – però leggendo gli orari abbiamo trovato dettagli che ci hanno perplesso». Quali? «Al netto delle fasce orarie non di punta, nelle quali il cambio treno a Conegliano è confermato - spiega -, in quelle dove saranno istituiti i diretti Belluno – Venezia abbiamo scoperto che dopo Conegliano i convogli fermeranno in ogni stazione o quasi, anche quelle più piccole come San Trovaso (pochi km a sud di Treviso ndr) o Mestre Ospedale. Ne deriva un servizio praticamente “metropolitano” quando l’auspicio era, per chi arriva dal bellunese e dal vittoriese, di guadagnare un po’ di tempo». E invece i tempi di percorrenza rimarranno superiori o intorno alle due ore per andare dal capoluogo dolomitico a quello veneto, con più di un’ora e un quarto per coprire la tratta Vittorio – Venezia Santa Lucia.


IL CASO
Significativo, per fare capire il malumore dei pendolari, è il programma di viaggio di quello che sarà destinato a diventare uno dei convogli più affollati dei giorni lavorativi e che partirà da Belluno alle 6.15 e concluderà il viaggio in laguna alle 8.17 dopo la bellezza di 16 fermate intermedie, di cui 10 nel trevigiano. «Era proprio necessario? - si domanda un lettore che si firma F.T. - non bastava la già ampia “offerta di pianura” per servire, ad esempio, le fermate di San Trovaso o Lancenigo? Si doveva farlo con un treno che viene giù da Belluno, un convoglio a media/lunga percorrenza che tra l’altro avrà una ridotta capienza di posti? Per molti versi si tratta di una soluzione difficile da comprendere, che andrebbe corretta eliminando molte delle fermate locali». 
 

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA