Terza dose, primi appuntamenti nelle case di riposo

Giovedì 16 Settembre 2021 di Davide Piol
Belluno, via alla terza dose nelle case di riposo

BELLUNO - Già fissati i primi appuntamenti per la terza dose di vaccino anti-covid nelle case di riposo. Il presidente di Uripa (Unione regionale istituti per anziani del Veneto), Roberto Volpe, ha chiesto alle strutture di attivarsi in vista della circolare del Ministero che dovrebbe essere pubblicata a breve e che riguarderà proprio gli anziani delle rsa. «Raccomando – ha sottolineato Volpe ai presidenti – di avviare con la massima celerità l’acquisizione dei consensi da parte degli ospiti, familiari o chi per loro obbligati, in modo da essere pronti a questo terzo appuntamento vaccinale che potrebbe essere attivato nell’arco di una o due settimane dalla data di oggi (martedì, ndr)». Detto, fatto. Alcune strutture del Bellunese hanno iniziato a chiedere l’autorizzazione agli ospiti, altre hanno già contattato l’azienda sanitaria per fissare gli appuntamenti vaccinali.
IL CALENDARIO
«Non sono riuscita a seguire la questione da vicino – ha spiegato Maria Chiara Santin, amministratore unico Asca – ma una cosa posso dirla: stanno già definendo le date di vaccinazione con l’Ulss Dolomiti». Le case di riposo hanno maturato un’esperienza senza precedenti durante il 2020. Sono state le prime ad essere gravemente colpite dalla pandemia e a registrare il maggior numero di vittime. Ma, al tempo stesso, sono state anche le prime che hanno dovuto reagire e fare rete per superare insieme ciò che le aveva messe in ginocchio. Con l’inizio delle vaccinazioni, a inizio anno, i contagi sono diminuiti fino a scomparire del tutto. Nell’incontro di martedì, in cui Uripa ha incontrato l’assessore alle Politiche Sanitarie e Sociali Manuela Lanzarin, si è parlato di terza dose agli ospiti (mentre per il personale sanitario non è stato ancora definito nulla) e, in attesa della circolare del Ministero, le case di riposo devono farsi trovare pronte.
DOPO SEI MESI
«Il dato temporale da considerare per la terza dose – ha specificato Volpe – prevede che questa possa essere somministrata a partire da sei mesi dalla data della seconda vaccinazione, quindi senza nessun riferimento ad eventuali tempi di guarigione da covid o livelli anticorpali». Anche Sersa-Gaggia Lante ha iniziato a raccogliere le autorizzazioni, ma l’amministratore unico Paolo Santesso ha posto una questione tutt’altro che secondaria: «Noi siamo partiti per primi, il 30 dicembre, e il legislatore non si era ancora posto il problema di chi dovesse firmare per gli incapaci di intendere e volere (in quel caso aveva deciso il medico curante, ndr). Spero di non trovare nessuna sorpresa, visto che partiamo da una popolazione già interamente vaccinata».
IL SINDACATO DEI PENSIONATI
In altre parole: se a decidere per questi ospiti è un’altra persona, come ad esempio l’amministratore di sostegno, la possibilità di un rifiuto non può essere scartata a priori. A mettere un punto fermo sulla discussione è la segretaria dello Spi Cgil Maria Rita Gentilin: «La terza dose – ha chiarito – è importantissima per quanto riguarda le persone fragili e coloro che si sono vaccinati all’inizio della campagna. L’azienda sanitaria era partita dalle case di riposo per tutto quello che era successo e pertanto anche adesso iniziare con la terza dose è fondamentale perché mette al riparo da quella infezione così tremenda che è il covid». Alcuni anziani tuttavia, vaccinati con la prima e la seconda dose, si dicono ora titubanti. «Alla fine è come un richiamo – ha continuato Gentilin – Tutti gli anni ricorriamo al vaccino anti-influenzale che ha una certa durata, e ora accade lo stesso. Dobbiamo tenere vivi gli effetti della vaccinazione precedente e dare continuità alle protezioni contro il covid in modo da permettere agli anziani di continuare a vedere i familiari: è un fatto determinante per la loro salute».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA