L'allarme del primario: «In terapia intensiva pazienti sempre più giovani»

Sabato 10 Aprile 2021 di Davide Piol
In terapia intensiva pazienti sempre più giovani
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BELLUNO  - I casi positivi totali in provincia sono scesi finalmente sotto i mille casi. Non accadeva dal 10 marzo scorso, quando il bollettino di Azienda Zero comunicava 964 bellunesi con il virus. Era seguito un mese di fuoco con i contagi in rapida salita. Ma ieri, dopo qualche giorno di calo netto dei nuovi positivi, c’è stata la svolta. Alle 8 del mattino la categoria degli attualmente positivi segnava 1000 persone. Nove ore dopo, verso le 17, erano scesi a 980. La speranza è che il trend rimanga stabile. Se però i positivi calano, i pazienti covid aumentano, in particolare quelli più gravi. Il motivo, aveva spiegato il dottor Sandro Cinquetti del Dipartimento di Prevenzione, è che «i ricoveri in Terapia Intensiva sono il prodotto di ciò che è accaduto 3 settimane fa ed è per questo che ora stanno aumentando». Al momento, negli ospedali di Belluno e di Feltre, ci sono 54 pazienti in area sub-intensiva, 13 nelle Terapie intensive, 27 negli ospedali di comunità. Se contano poi 2 nell’ospedale privato a Cortina d’Ampezzo. Ieri l’Ulss comunicava poi che «nelle ultime 24 ore è deceduta una 84enne ricoverata a Belluno».

TERAPIE INTENSIVE

A preoccupare, ora, sono i pazienti nelle Terapie Intensive. Davide Mazzon, primario di Anestesia e Rianimazione al San Martino, racconta che l’emergenza della seconda ondata non si è mai esaurita: «Mentre nella prima siamo stati sotto pressione due, tre mesi, ora lo siamo in modo ininterrotto da oltre 6 mesi. Abbiamo accolto anche 13 professionisti da altri reparti, formati e addestrati in un lavoro che non era il loro, ma che lo fanno con passione e serenità». A un anno di distanza dall’inizio della pandemia sono aumentati i ricoveri gravi e si è abbassata l’età media dei pazienti. Nella prima ondata, da marzo a maggio, la Terapia Intensiva aveva contato 21 persone di età compresa tra i 75 e gli 80 anni. C’erano stati anche due 60enni che purtroppo avevano perso la vita in ospedale. La seconda ondata è iniziata invece il 6 ottobre e, secondo il dottor Mazzon, è tutt’ora in corso. Dopo un primo picco il 31 dicembre, con oltre 400 pazienti covid nelle Terapie Intensive venete, «siamo in attesa del secondo picco della seconda ondata». Per quando riguarda la Rianimazione di Belluno «abbiamo trattato 91 pazienti con un’età compresa tra i 70 e i 75 anni». Ben 26, tuttavia, avevano meno di 65 anni. «L’età media dei pazienti si è abbassata anche da noi – chiarisce il direttore generale Maria Grazia Carraro – In parte per effetto delle misure anti-contagio, in parte per le vaccinazioni che sono partite velocemente, oltre a una serie di attenzioni che la popolazione ha imparato ad adottare».

SCUOLA

I numeri relativi ai nuovi positivi, l’abbiamo detto, sono in calo (ieri 32) ma da questa settimana sono stati riaperti gli istituti scolastici e quindi attivato il “team scuola” del dipartimento di Prevenzione che ha preso in carico già 3 classi (1 dell’infanzia, 1 della primaria, 1 della secondaria di primo grado). Le linee guida regionali dicono che nel caso venga trovato uno studente positivo al covid-19, sarà effettuato un tampone di screening a tutti i contatti scolastici entro 72 ore. «Se tutti i test risultano negativi – spiega l’azienda sanitaria – la classe viene posta in monitoraggio con mantenimento della frequenza e sarà programmato il test di screeening a 14 giorni. Coloro che non vogliono sottoporsi a tampone dovranno rispettare una quarantena di 21 giorni. La riammissione a scuola avverrà al 22esimo in assenza di qualsiasi sintomo». Si informa, infine, che da lunedì il punto tamponi di Feltre sarà spostato ad Anzù – vicino al campo sportivo – Viale Santi Vittore e Corona 13 e sarà attivo dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30.
D.P

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA