Terapia sbagliata per una omonimia, paziente morto: 4 medici nei guai

Terapia sbagliata per una omonimia,  paziente deceduto: medici nei guai

di Olivia Bonetti

BELLUNO - Un calvario di 24 giorni in ospedale con cure sbagliate, provette di sangue scambiate con un altro paziente omonimo, poi la morte. Lo storico cadorino Alberto Giacobbi morì così il 9 maggio 2014, a 76 anni. Ricoverato per lombosciatalgia a Pieve di Cadore «venne parcheggiato in quel reparto e sedato, ebbi il brutto presagio» denuncia la figlia Beatrice. In tribunale a Belluno si celebra il processo per l'omicidio colposo  che vede alla sbarra i 4 medici che curarono il paziente: la trevigiana Roberta Da Re, 53enne reumatologa, di Vittorio Veneto, Daniele De Vido, del servizio di Diabetologia, 51enne di Venezia, Paolo Nai Fovino, 62enne endocrinologo di Brescia e Federica Vascellari, 61enne di Calalzo, internista.

Il nodo del processo è la causa della morte. «Mio papà è morto per emorragia cerebrale - ha spiegato Beatrice Giacobbi - indotta dalle terapie anticoagulanti effettuate con un erroneo dosaggio». 



 
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Sabato 11 Novembre 2017, 05:03






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5 di 29 commenti presenti
2017-11-16 10:59:24
Questo errore e scambio di provette potrebbe costare caro a livello legale ai medici ed alla struttura sanitaria inquisita, nel 2017 certe negligenze non possono passare inosservate.
2017-11-12 09:21:57
non in veneto, da precisare
2017-11-12 09:21:09
mio padre mr nobody ├Ę deceduto di chiss├á che cosa, non si ├Ę MAI riusciti ad avere i risultati dell'autopsia che so di PER CERTO essere stata fatta!
2017-11-12 09:18:33
ma all'altro paziente come ├Ę andata?
2017-11-11 22:03:16
Per ovviare alle omonimie si deve usare anche il cod.fiscale e magri qualche dato in pi├╣ in certi casi,come a Sottomarina dove pu├▓ trovare tre Boscolo Luigi nati magari con un solo giorno di differenza,nome del padre eguale e allora vale pure il soprannome. Occorre molta attenzione anche per non errare una semplice trasfusione di sangue.