La Regione presenta il conto: «Ad Acc servono 12,5 milioni»

Sabato 18 Settembre 2021 di Andrea Zambenedetti
L'ingresso dello stabilimento Acc di Borgo Valbelluna ancora incerto il futuro dei lavoratori

BORGO VALBELLUNA - «Considerata l’autorevolezza della fonte, ciò significa che i nostri dubbi tecnici non hanno alcuna ragione d’essere: non vi è alcun dubbio, ad esempio, circa l’applicabilità dei criteri di rimborsabilità, previsti dall’articolo 37, da parte di un’azienda in amministrazione straordinaria. In base alla scrittura del decreto, questo aspetto necessitava di una interpretazione autentica, quanto autorevole, da parte del Ministero, che è giunta». Con queste parole l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, ha commentato l’annuncio del coordinatore della Struttura di crisi del Ministero dello Sviluppo economico, Luca Annibaletti, che aveva indicato nell’articolo 37 del decreto sostegni la via d’uscita per il caso Acc. «Queste novità da parte del Mise conferiscono al tavolo convocato per il 28 settembre prossimo un nuovo slancio per la prima volta, dopo più di un anno di amministrazione straordinaria e solo due momenti di confronto effettivo».


I NODI
«La Regione - mette nero su bianco in un comunicato Donazzan - pone almeno due questioni che ritiene debbano trovare positiva soluzione al prossimo incontro. La prima è che deve essere assicurato un finanziamento congruo al fine di sostenere il rilancio industriale di Acc e non vanificare gli sforzi dei lavoratori, che hanno generosamente sostenuto con le proprie rinunce salariali, dei fornitori e dei clienti della filiera. La seconda è che il Mise si orienti a erogare quegli stessi 12,5 milioni di euro non autorizzati da Bruxelles, solo perché Vienna ha saputo alzare la voce più di Roma. Mi aspetto, quindi, che il Mise, con la tutela di Acc e dei suoi lavoratori, sappia valorizzare il settore dell’elettrodomestico europeo, ampiamente consolidato in Italia e in Veneto. Settore che, in questo particolare contesto di aumento esponenziale dei costi delle materie prime e dei trasporti, può rappresentare una rigenerazione delle produzioni di alta gamma fatte in Europa».


I SINDACATI
Soddisfatta della nuova data dell’incontro al Ministero (28 settembre) la Fim Cisl che sottolinea, sempre a seguito delle parole del coordinatore dell’unità di crisi del Mise, Annibaletti, come la gara per Acc rappresenti in realtà una seconda scelta: «Il piano originario, regolarmente depositato al Mise, prevedeva la vendita dello stabilimento dotato di una adeguata fetta di mercato. Per raggiungere questo obiettivo erano stati definiti il fabbisogno finanziario e il tempo di realizzo. Il progetto Italcomp si innesca sul tale piano, provocando l’aumento della quota mercato obiettivo e un’accelerazione dei tempi. Nel frattempo il commissario, come da procedura, inviava al Mise il piano alternativo, da applicare nel caso in cui non fossero state autorizzate le disponibilità finanziarie richieste. Quest’ultimo prevedeva una brutale riduzione dei volumi e l’apertura della procedura d’asta nei termini stabiliti dalla legge». «Quando il coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa - prosegue il sindacato - dichiara che l’unica soluzione è la cessione tramite asta, afferma semplicemente che tra le diverse ipotesi perseguite quella rimasta in vita è la peggiore: il piano alternativo. Per questo la Fim Cisl è preoccupata. L’attivazione dell’articolo 37 potrebbe avere anche un esito negativo e finora di cose andate per il verso giusto non ce ne sono state. Per attivare l’articolo 37 occorre che il Commissario richieda, che il Mise autorizzi e che Invitalia valuti favorevolmente».


BASTA LA VOLONTÀ
«Auspichiamo che il 28 settembre tutti questi soggetti siano presenti - sottolineano i metalmeccanici della Cisl - garantiscano un esito positivo della istruttoria. Nessuno, allo stato attuale, può sostenere con credibilità di non essere in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter coerentemente vagliare la situazione e definire con precisione il corretto esito della procedura. Nessuna sorpresa, nessuna imboscata. La Fim Cisl non lascerà che a pagare errate valutazioni o previsioni sbagliate siano ancora i lavoratori».

 

Ultimo aggiornamento: 08:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA