Giacobazzi: «Vi mostro i miei pezzi più esilaranti dei miei 27 anni di carriera»

Giovedì 8 Luglio 2021 di Alessia Trentin
Sul palco durante uno spettacolo: sabato Giuseppe Giacobazzi sarà a Feltre

Sarà una toccata e fuga. Non avrà il tempo per salire a Sottoguda a salutare l’amico di sempre, che realizza le grappe in casa e gli ha fatto conoscere i luoghi della Marmolada. L’estate dello showman Giuseppe Giacobazzi è intensa. I teatri hanno riaperto, gli spettacoli hanno ripreso e la sua agenda è fitta di impegni. Sabato, però, sarà a Feltre e tanto basta ai bellunesi per essere felici di rivedere sul palco il comico amico del Bellunese. Sì perchè il cabarettista questi luoghi li bazzica da sempre, almeno dal lontano 1983 quando nel capoluogo arrivò per il servizio militare. Lo show, organizzato per il Comune di Feltre, da Scoppio Spettacoli, andrà in scena al PalaFeltre alle 21. 


Il titolo dello spettacolo è impegnativo, si nutrono grandi aspettative, ce ne parla? 
«Del mio meglio mette insieme i pezzi migliori di questi 27 anni di carriera. E’ un excursus con diversi skatch a cui sia io che il pubblico siamo molto affezionati, si parla della vita, della mia vita attraverso questi anni. Sono stati decenni intensi, se guardo indietro faccio davvero fatica a credere di avere quasi trent’anni di lavoro sul groppone, di tanta gavetta, di serate nei locali e nelle sagre. Lo spettacolo ha quindi la vita come filo conduttore, ma partirà con alcune considerazioni su quanto abbiamo vissuto, sulla clausura forzata di questo anno e mezzo». 


La pandemia, appunto. Ci ha cambiati? 
«Io lo speravo, ma adesso sono certo di no. Lo ammetto, io nutrivo fiducia, pensavo avrebbe portato ad un vago miglioramento invece siamo peggio di prima. Io vedo cattiveria, mancanza di rispetto, abbondanza di ormoni diciamo per gareggiare a chi è più forte. La storia, si sa, non insegna nulla e l’uomo non impara dall’esperienza. L’ignoranza è dilagante, pare ci si stia sforzando per regredire, non so cosa ne pensa lei ma io credo sia imbarazzante». 
 

Però un’emozione positiva oggi ce la regala questo momento, non crede? Il ritorno alla normalità, il ritorno sul palco per gli artisti come lei. 
«Ogni singolo giorno di questo anno e mezzo ho pregato di poter tornare a lavorare. Il ritorno sul palco mi ha dato un’emozione fortissima. Io ho ripreso a giugno in Friuli, nei teatri abbiamo raddoppiato le date per la capienza ridotta. Sa cosa? Rivedere dopo un anno e mezzo la mia scenografia montata e i miei tecnici è stata una gioia grandissima». 


Lei come ha passato questo periodo? 
«In balia della triade. Mia moglie, mia figlia e mia suocera. Più il cane e più il pappagallo, entrambi femmina. Ho imparato a fare tante cose, come la spesa e cucinare, ho sistemato la soffitta e altro». 
 

Se dovesse fare dell’ironia descrivendo scherzosamente la gente di montagna, quali caratteristiche userebbe? 
«Ci sono tanti luoghi comuni, dal bere alla chiusura, ma io non credo siano reali perchè troviamo persone poco socievoli anche in posti di mare e anche in Emilia Romagna, non significa niente questo. Ho un carissimo amico a Sottoguda, lui è il classico orso di montagna. Quando scendiamo sotto Belluno inizia a soffrire. Prepara delle grappe fantastiche alla nocciola e al pino mugo. Qui la vita ha ritmi più umani, si sta bene, si è più tranquilli». 
Biglietti disponibili suVivaTicket.com o acquistabili alla sede di Belluno di Scoppio Spettacoli. Accesso consentito solo con il green passa. Prima platea 34,5 euro (30,0 + 4,5 diritti), tribuna laterale 28,5 euro (25,0 + 3,5 diritti).

 

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA