Ballerine palpeggiate alla lap dance, clienti assolti: «Non fu violenza sessuale di gruppo»

Giovedì 4 Febbraio 2021 di Davide Piol
Clienti assolti: non ci fu violenza sulle ballerine

SOSPIROLO
Troppe contraddizioni e parti offese non attendibili. Sono stati assolti con formula piena, dall’accusa di violenza sessuale di gruppo al night club Vedania di Sospirolo, Catalin Voinea, 31 anni, romeno, residente a Feltre, il connazionale Alexandru Ion Danciu, 33enne residente a Pedavena (difesi dagli avvocati Ilenia Faoro e Pierluigi Cesa) e Roman Lozovanu, 32enne moldavo (avvocato Manola Lise). Le figuranti di sala, due sorelle romene costituite parti civile con l’avvocato Martino Fogliato (sostituito ieri dal collega Mauro Gasperin), hanno chiesto un risarcimento di 5mila euro ciascuna. E ora che il processo è terminato, a finire sul banco degli imputati con l’accusa di calunnia potrebbero essere proprio loro. 
TRE IMPUTATI
Al centro del processo la notte del 17 luglio 2016 quando i 3 imputati, insieme ad altre persone, entrarono al night club Vedania, di Sospirolo, poco prima della chiusura. Durante la querela le giovani raccontarono di esser state molestate e palpeggiate più volte. Fatti che furono ripetuti tra le lacrime anche in dibattimento. «Entrarono in 7-8. Parlavano romeno – aveva raccontato una delle due - Conosciamo i nostri paesani, quando sono ubriachi non sono così tranquilli». Quindi, poco dopo, li avvertì: «Qui siamo in un paese civile, non in Romania, smettetela». Poi gli imputati avrebbero iniziato a toccarle nelle parti intime chiedendo di fare sesso con loro, a pagamento, e le due donne sarebbero fuggite in camerino. 
TESTIMONIANZE VAGHE
La loro testimonianza aveva sollevato qualche dubbio fin da subito, tanto che la presidente del collegio le aveva interrotte: «Non è una cosa su chi si scherza o su cui fare confusione: bisogna stare molto attente, o potrebbero esserci conseguenze per voi». È una delle “leve” di cui si è servita la difesa per rovesciare l’accusa. «Le parti offese si sono contraddette più volte – ha sottolineato l’avvocato Lise – Inoltre, nella querela presentata ben 7 mesi dopo i fatti nessuna di loro aveva parlato di molestie o violenze sessuali. Uscirono solo più tardi a causa di alcune ritorsioni». Catalin Voinea aveva infatti denunciato il titolare del Vedania, Roberto Callegher, dicendo di esser stato picchiato. Secondo la difesa la querela delle due romene partì dopo questo fatto su indicazione dello stesso Callegher. Una sorta di ricatto: «Ritira la denuncia e lo faremo anche noi». Fu raggiunto un accordo ma la querela delle sorelle, contenente reati procedibili d’ufficio, rimase. 
MATRIMONIO ROVINATO
C’è un altro fatto che la difesa ha voluto evidenziare: «Una delle due ragazze raccontò che quella sera i carabinieri, giunti a Sospirolo dopo la loro chiamata, furono beffeggiati e insultati dagli imputati. Fatto smentito dagli stessi militari dell’Arma». Eppure l’indagine partì lo stesso e poi il processo. Mesi difficili per tutti. Uno degli imputati, sposato da diversi anni, fu lasciato dalla moglie proprio a seguito di questa storia. Ieri mattina, in Tribunale a Belluno, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per Voinea, 4 anni e 6 mesi per Danciu, 4 anni e 2 mesi per Lozovanu. La parte civile: 5mila euro per ciascuna delle due sorelle. Alla fine il giudice ha assolto tutti e 3 gli imputati perché “il fatto non sussiste”. Soddisfazione da parte della difesa. «Hanno sudato freddo» ha commentato l’avvocato Manola Lise. Ma potrebbe non esser finita qui. Dopo aver letto le motivazioni del giudice, che si è preso 90 giorni, la difesa valuterà se procedere per calunnia nei confronti delle due ragazze. «Non escludiamo qualcosa contro di loro – ha fatto sapere l’avvocato Cesa – Sono state smentite anche dai carabinieri. Insomma valuteremo…». 
Davide Piol 
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Ultimo aggiornamento: 08:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA