Assalto al lago Sorapiss: materassini abbandonati e non solo, ecco i turisti cafoni

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Assalto al lago Sorapiss: «C'è chi fa il bagno con i materassini e poi li abbandona. Multe? Difficile...»

di Marco Dibona

BELLUNO - Diverse centinaia di persone ammassate contemporaneamente attorno al laghetto del Sorapiss esercitano una pressione eccessiva, in un ambiente tanto bello quanto delicato. Le Regole d'Ampezzo, proprietarie di quella conca fra le montagne, così come di tutto il territorio verde di Cortina, vivono con preoccupazione il caotico afflusso di turisti sulle rive di quello specchio dal colore che pare innaturale: «Le Regole e la stessa comunità d'Ampezzo non sono pronte per fronteggiare questo fenomeno ammette il presidente Flavio Lancedelli dopo il reportage apparso ieri sul Gazzettino e davvero non sappiamo cosa fare, oltre a coinvolgere l'ospite, sperando che cresca la sensibilità, la condivisione, la cultura della montagna».

Cosa si sta facendo per limitare il peso del turismo troppo concentrato in un unico punto? «Per il parcheggio delle auto al passo Tre Croci, ora disordinato, a lato della 48 delle Dolomiti, stiamo perfezionando i progetti per due piazzali sul valico e Sote ra Fraines, nelle vicinanze. Invece per il grande numero di gitanti che ogni giorno salgono al lago, possiamo fare poco o nulla. Nei giorni scorsi ho ricevuto fotografie di ottocento persone accalcate attorno al lago: pareva una spiaggia adriatica». 



Gente spesso ineducata, che sale in cima senza l'equipaggiamento adatto alla montagna, ma con i materassini gonfiabili per fare il bagno e poi abbandonarli fra le piante di pino mugo. Alla fine della scorsa estate ne hanno recuperati diciotto. «Ma non è pensabile mettere un numero chiuso o posizionare tornelli dice il presidente Lancedelli lì inoltre è fuori dai confini del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo, che noi gestiamo, per cui abbiamo un potere ancora minore. I nostri guardaboschi non sono agenti: possono solamente informare e indirizzare i comportanti, richiamare con cortesia. Talora basta la loro presenza per indurre i turisti a comportamenti più urbani. Per elevare contravvenzioni e sanzioni ci vorrebbero agenti di polizia locale, oppure i carabinieri forestali».

MALEDUCAZIONE
Ci sono state altre proposte? «Qualcuno - dice Lancedelli - aveva pensato di togliere le scalette di metallo, costruite in passato, che hanno facilitato e aumentato il passaggio dei turisti in qualche tratto più difficile ed esposto, ma non mi pare il caso di farlo. Non ci resta che sperare che i media e i social finiscano per saturarsi di fotografie di quel lago, se ne dimentichino, così da tornare alla normalità».



I gestori del rifugio Vandelli, della sezione di Venezia del Club alpino italiano, fanno il possibile e anche di più. Emilio Pais Bianco con la moglie Sabrina, i figli Jessica e Daniele, con i loro collaboratori, ogni giorno raccolgono i rifiuti abbandonati fra le rocce, per poi portarli a valle con l'elicottero, visto che non ci sono né strada, né teleferica. Intanto predicano educazione e buon senso, sostengono il diritto di tutti di godere di quella bellezza, ma altrettanto il dovere di preservarla. Le Regole d'Ampezzo hanno esposto un cartello in tre lingue, che invita a rispettare l'ambiente e le altre persone, non entrare nel lago a nuoto o con imbarcazioni, non campeggiare, non lasciare rifiuti, non sporcare, tenere i cani al guinzaglio e fuori dall'acqua. «Chiediamo di vivere quel posto con il criterio dovuto commenta Lancedelli E speriamo di avere ancora più collaborazione da parte degli organismi preposti al controllo». Sull'azzurro magico di quello specchio c'è la speranza che non debba mai venire meno: «Quel colore è determinato dai minerali che si sciolgono nell'acqua, per fortuna non deriva da alghe o da altri organismi che potrebbero risentire dell'inquinamento organico creato dalle migliaia di persone che riversano i loro rifiuti in quel posto. Questo ci rassicura sul perdurare del fenomeno che crea questa meraviglia». Così che la sua stessa bellezza non debba diventare una condanna.
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Lunedì 20 Agosto 2018, 14:52






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5 di 10 commenti presenti
2018-08-22 14:50:27
Il fatto vero è che stai o diventando tutti un po' cafoni, invadenti irrispettosi dell'altrui spazio, siamo fastidiosi con i nostri atteggiamenti incuranti che altri non li sopportino, che gli altri debbano per forza ascoltare il continuo nostro chiacchiericcio al telefono, che andare in giro per città, chiese e musei, piazze e bar, ristoranti e pizzerie in canotta o peggio senza, infradito perenni e pantaloncini corti sia la norma è anzi ci si incavola quando ti dicono che non puoi entrare in bermuda e torso nudo al bar. È l'evoluzione della nostra civiltà sempre più libera anche dalle critiche delle nostre nonne...
2018-08-21 19:19:53
Ipocrisia. Ci si lamenta di esseri umani che fanno il bagno quando li a fianco c'è un rifugio che consuma kilowatt su kilowatt. E produce rifiuti. Iniziate a togliere scalette e rifugi, vedrete come torna naturale il lagjetto.
2018-08-21 12:57:41
I materassini causano danni permanenti ai mughi se vi si appoggiano? I mughi notoriamente hanno rami resilienti,anzi invischianti se ci cammini in mezzo.Quanto ai bagni ed alle nuotate , basta che non ci facciano dentro plinplin...popo' e si siano lavati prima per bene.Certi puristi della montagna, in cabina di funivia col braccio alzato per tenersi, sparano certi effluvi...acidi.A volte e' piu fastidioso un solo escursionista che una massa che si gode in modo creativo..la natura.Esperienze personali: immersioni in acque del torrente Piave, Cismon, lago Welsperg e San Pellegrino. Ricordo visione sui Cadini del Brenton in una sconosciuta allora valle del Mis...salito in solitario silenzio nel bosco, dall'altovidi ninfa vera nuda dentro una pozza di acqua azzurra.Poi Milo Manara nel suo manifesto del Festivall della montagna di Trento ha inventato niente ed e'pure stato censurato.Poi i danni li hanno fatti i liquami di bovino che finiscono da torrenti ruscelli e rii nei laghetti e fanno crescere alghe colonizzatici che simangiano tutta la superficie e fanno morire i pesci. (vedi lago Calaita ed altri).Ilveroproblema deirifugi e' iltrattamento rifiuti e acue nere.inTrentino sono collegatida condotte infossate fino a vlle o con depuratori ad energia solare ed enzimi, entro vasconi occulti.
2018-08-21 10:28:02
Per elevare contravvenzioni e sanzioni ci vorrebbero agenti di polizia locale, oppure i carabinieri forestali, ecco appunto
2018-08-21 07:37:40
Non so se vi sia già, ma un bel divieto di balneazione e forestali che mettano un po' di salate multe nel periodo caldo, vedrete che poi che il vociare del web darà i suoi frutti.