Psicologi nelle scuole bellunesi: sempre più richieste di aiuto dopo la dad e il covid

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Giovanni Santin
Psicologi in classe: aumento di richieste di aiuto dopo la dad

BELLUNO - Psicologi a scuola per aiutare i ragazzi, dopo i mesi di isolamento e di didattica a distanza: è questa la ripartenza tra i banchi, dove i progetti di sostegno e consulenza, spesso coperti dai fondi per l’emergenza, si moltiplicano. Sono infatti molti i giovani che devono essere aiutati a metabolizzare quanto successo durante il lockdown: per esempio, a recuperare la dimensione della socialità. «Lo psicologo nell’istituzione scolastica al tempo del covid-19. Un aiuto per insegnanti, studenti, famiglie», ricorda la circolare diffusa da Morena De Bernardo, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Santo Stefano di Cadore e Comelico Superiore. Il documento è stato inviato in questi giorni al personale della scuola, ai genitori dei studenti dei 13 plessi comeliani per 511 allievi– 5 dell’Infanzia, altrettanti della Primaria e 3 di Scuola Secondaria di I Grado – e ai 79 insegnanti. Ma quel che accade in Comelico non è diverso da quanto raccontano i dirigenti scolastici della città capoluogo.

A SANTO STEFANO

A Santo Stefano il progetto era stato avviato anche nel precedente anno scolastico. E proprio partendo dal gradimento registrato dodici mesi fa, l’istituto ha deciso di utilizzare di nuovo i fondi stanziati per l’emergenza Covid-19 e che hanno permesso di offrire il servizio al personale, alle famiglie, agli studenti più grandi ed anche ai bambini. La scuola ha così contattato una psicologa che a partire da lunedì scorso, 18 ottobre, sarà presente per il servizio di sportello di ascolto in presenza (on line e telefonico) e per attività di consulenza e di formazione attraverso incontri da organizzare direttamente in classe o da remoto. E i fondi messi a disposizione garantiranno il servizio sino a giugno 2022.

IL SERVIZIO ADOLESCENTI

In città, si diceva, le cose non vanno diversamente. Nel senso che anche nelle scuole del capoluogo il Covid e le dinamiche che ne sono seguite hanno lasciato pesanti strascichi. La buona notizia è che l’Ulss1 ha riattivato il servizio che il Centro Adolescenti fornisce alle scuole. Un’opportunità che tutti gli istituti hanno deciso di utilizzare. In aggiunta a questo, ciascuno di essi, sempre con i fondi Covid messi a disposizione dal Ministero, ha organizzato una rete di sostegno.

CATULLO

All’Istituto Catullo e responsabile è la professoressa Francesca Curti. Il primo progetto è quello di “Alfabetizzazione emotiva”. «Ci sembrava importante – dice la referente – che dopo questo periodo i ragazzi potessero ricominciare a riprendere contatto con le loro emozioni, a distinguerle e a saperle leggere senza confonderle, a dare ad ognuna il giusto peso». Il servizio è affidato ad uno psicologo esterno che lavora in modo diverso in ciascuna classe, anche in relazione alla fascia d’età che si trova davanti. Gli interventi vanno dall’aiuto all’approccio allo studio, all’impegno scolastico, alla coesione del gruppo. «Dalla classe 3^, per esempio - prosegue la referente -, l’offerta assume un taglio di orientamento e di aiuto nella costruzione di un progetto di vita. Insomma: un servizio che non si concentra solo sull’emergenza, ma anche sui bisogni ordinari».

RENIER

Anche all’Istituto Renier, oltre a quanto offerto dallo Spazio Adolescenti, è stato riattivato il servizio partito un anno fa: «Al momento abbiamo finanziato 80 ore – riferisce la Dirigente Viola Anesin – l’opportunità pur aperta a tutti, è utilizzata soprattutto dai ragazzi, in misura minore da genitori e insegnanti. Sono gli studenti infatti a vivere un certo disagio nato dal periodo trascorso in Dad. Non manca l’ansia di prestazione. In questo caso l’accesso allo sportello avviene tramite prenotazione direttamente con la psicologa e gli incontri vengono realizzati online o a scuola, sempre però in orario pomeridiano». Al Renier, grazie alla disponibilità di un’insegnante che è anche psicologa, è attivo anche il Cic (Centro di informazione e consulenza).

GALILEI-TIZIANO

Il servizio garantito dallo Spazio Adolescenti è ripreso anche al Galilei-Tiziano: «Siamo contenti – dice il Dirigente Andrea Pozzobon – perché sembrava che i tempi di avvio potessero essere più lunghi. Ed invece è già attivo». Poi Pozzobon precisa: «A questo servizio inviamo quegli studenti che mostrino problematiche più generali, legate prettamente alla loro età. Mentre stiamo ancora valutando se riproporre, come già lo scorso anno, il cosiddetto “psicologo covid”, aperto sia a studenti, personale e insegnanti».

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA