​Scuola, reclutati gli infermieri al posto dei prof per i bimbi disabili

Martedì 9 Ottobre 2018 di Raffaella Ianuale
Scuola, reclutati gli infermieri al posto dei prof per i bimbi disabili
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Il fondo lo hanno già raschiato e ora sono alle soluzioni di fantasia o di cuore. Così capita che nella periferia di Belluno, pur di consentire agli studenti disabili di frequentare la scuola, siano stati reclutati almeno un paio di infermieri. L'iniziativa è pregevole, ma conferma lo stato di difficoltà delle scuole. Ad un mese dall'avvio delle lezioni è quasi impossibile in Veneto reperire insegnanti per le supplenze nella primaria e la metà dei posti di sostegno è ancora vuota. Sono infatti 1858 i posti per gli insegnanti di sostegno che non sono stati dati in ruolo per mancanza di specializzati. Questi posti sono quindi passati ai dirigenti scolastici che li avrebbero dovuti occupare con docenti comuni senza specializzazione. Ma la metà di queste cattedre è ancora vuota, il che significa che il cinquanta per cento dei 16.913 alunni disabili veneti sta frequentando le lezioni con soluzioni di fortuna.
 
Il MINISTRO
Per affrontare il problema, e trovare una soluzione, i sindacati veneti della scuola hanno già chiesto un incontro al ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti in visita a Venezia il prossimo 16 ottobre. Al numero uno del Miur, in laguna dal governatore Luca Zaia, i rappresentanti sindacali chiederanno l'apertura dei numeri chiusi nelle università venete che formano gli insegnanti. I posti disponibili nei corsi di Scienze della formazione in Veneto coprono meno della metà del turn over per pensionamento: sono infatti duecento nell'università di Padova e cento in quella di Verona a fronte di seicento maestri che ogni anno vanno in quiescenza. «Il problema è noto a tutti i soggetti istituzionali interessati, dal Miur alla Regione Veneto, la carenza cronica di lauree in Scienze della formazione primaria, da cui si accede ai corsi di specializzazione per poter insegnare nel sostegno, è un cane che si morde la coda - spiega Sandra Biolo, segretaria veneta della Cisl Scuola in prima linea su questo fronte - Una spirale viziosa che l'Ufficio scolastico regionale ha, giustamente, descritto come una piaga che non ha equivalenti in altre regioni d'Italia».
L'EMERGENZAPer la Cisl scuola è urgente che la Regione convochi tutte le parti interessate per ottenere dal Miur molti posti in più nella laurea in Scienze della formazione per superare la carenza di maestre e insegnati di sostegno in Veneto. L'appello è rivolto anche ai parlamentari veneti affinché portino avanti l'istanza nelle sedi romane. «È da almeno due anni che chiediamo attenzione ed azione comune su questi aspetti fondamentali per la qualità della scuola veneta - conclude la sindacalista - tutti ci danno ragione sulle nostre argomentazioni, ma non si va oltre». Per questo i sindacati, oltre alla Cisl anche Cgil e Uil, contano di confrontarsi direttamente con il ministro Bussetti in visita a Venezia. Il problema è stato anche portato al tavolo dell'assessore regionale all'Istruzione Elena Donazzan, durante un apposito incontro lo scorso 2 ottobre, al quale hanno partecipato l'Ufficio scolastico regionale e l'Università di Padova.
I FRONTI APERTIIntanto nessun concorso per rimpinguare i contingenti della scuola verrà bandito entro il 2018. A parte quello dei dirigenti scolastici, che il prossimo 18 ottobre affronteranno la prova scritta, per tutti gli altri i bandi sono stati annunciati per il 2019. Si tratta dei concorsi per Dsga, i dirigenti di segreteria per i quali non si fa un concorso dagli anni Novanta, per i docenti della scuola con almeno tre anni di insegnamento e infine per gli insegnanti con i 24 crediti maturati negli ambiti di pedagogia e psicologia.

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