Il sindaco Hofer arriva a Santiago: «Mille chilometri di fede per mantenere le promesse»

Martedì 8 Giugno 2021 di Giuditta Bolzonello
Marianna Hofer, sindaco di Valle di Cadore
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VALLE DI CADORE - Arrivata alla meta ha deciso di continuare aggiungendo altri chilometri ai tantissimi giù percorsi. Marianna Hofer, sindaco di Valle di Cadore, sta completando anche l’ultima parte del suo cammino sulle tracce di San Giacomo, più pellegrinaggio che passeggiata per adempire a quelle promesse che si era fatta e che ha mantenuto con un pensiero sempre rivolto ai suoi cari, al suo paese a alla sua chiesa in bilico su uno strapiombo. Ed eccola ancora qualche giorno in terra di Spagna prima di tornare in Cadore. Arrivata a Santiago di Compostela ha deciso di proseguire fino Finisterre (Cabo Fisterre), località marittima sulla costa della Galizia. 


VERSO L’OCEANO
Ieri la prima tappa verso l’oceano per 34 chilometri, una media consolidata. «Sembravano infiniti - ha confessato nel suo appuntamento quotidiano sui social - fisicamente giornata no, dove le gambe non vanno nemmeno a spingerle, capita ma come cadendo la goccia scava la pietra, non per la sua forza ma per la sua costanza e tenacia, sono a destinazione». Non ha mai mancato di aggiornare sul tragitto, postando foto e commentando la bellezza del paesaggio così che, anche chi era a casa, potesse sentirsi parte del cammino. Ha spesso aggiunto notizie sul contesto in ambito pandemico, rispetto delle regole, le mascherine; solo in alcune località poco coperte dalle reti digitali, con scarsa connessione, ha rinunciato ai video. E’ riuscita perfino a presiedere il consiglio comunale on line dalla Spagna.


LA GENESI DEL VIAGGIO
Bilancio del cammino? «E’ stata dura la prima parte ma poi si prende il ritmo e si va - assicura la Hofer raggiunto Santiago - è una bellissima esperienza che lascia tempo alla riflessione, che assicura incontri straordinari ma che ti mette anche a confronto con la cruda realtà della vita». Aveva appena saputo che un malore aveva stroncato un pellegrino inutilmente soccorso dai compagni di viaggio. Sabato mattina, poco dopo le 10.30, l’arrivo a Santiago con la compagna di viaggio Michela; la visita alla cattedrale per seguire la messa. «Ho acceso varie candele e mantenuto le promesse che avevo fatto». A fare il Cammino completo, quasi 1000 chilometri in un mese circa, si era impegnata più di un anno e mezzo fa «quando - dice - era stata diagnosticata una malattia a mia madre, mi era detta che se fosse stata bene l’avrei fatto». 


GIORNATE DIFFICILI
Poi se avesse vinto le elezioni e in questa primavera poi si è aggiunta problematica della chiesa di San Martino che è stata costretta a chiudere dallo scorso febbraio per pericolo di crollo. Insomma quello appena completato è stato un cammino di gratitudine e di speranza. Un cammino ricco di emozioni. «Siamo arrivate con i nostri piccoli passi - racconta la Hofer -, giorno dopo giorno, facendo una grande cosa, dalle piccole cose possono nascere grandi cose». Certo ci sono state giornate di maltempo e di freddo, soprattutto la prima settimana, momenti di stanchezza, dolori vari, ma vuoi mettere la soddisfazione del 2 giugno, festa della Repubblica quando: «Stacchiamo francesi, tedeschi e spagnoli, noi italiani siamo capaci di cose straordinarie, basta volerlo», che detto dalla ex nazionale di calcio ha tutto il sapore della sfida vinta.


IL RITORNO
Era partita l’8 maggio, il rientro a Valle è previsto per il fine settimana, un mese abbondante lontana da casa ma sempre in contatto con i suoi colleghi e collaboratori; ad attenderla i dati raccolti dagli esperti, si sono uniti anche quelli austriaci dell’università di Vienna, che entro giugno dovrebbero ufficializzare la diagnosi sulle condizioni della rocca dove sorge San Martino.
 

Ultimo aggiornamento: 16:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA